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Che tipo di Turchia sogniamo per i nostri figli?

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Pubblicato: 02.02.2025 06:00

Il 1° febbraio è stato l'anniversario della morte di Barış Manço, le cui canzoni hanno lasciato un ricordo indelebile nella mia memoria. Mio figlio era ancora un neonato il giorno in cui appresi della sua scomparsa. Non mi perdevo mai il programma “Adam Olacak Çocuk” (Il bambino che diventerà uomo).

Dava voce a questo Paese attraverso i bambini, a cui affideremo il futuro della nazione. Ci spingeva a interrogarci. Quanto ascoltiamo i nostri figli? Quanto stiamo adempiendo alle nostre responsabilità nei loro confronti?

Che tipo di Turchia sogniamo per i nostri figli? Ve lo siete mai chiesto ultimamente?

Una Turchia in cui si susseguono tragedie causate dalla negligenza umana, in cui le morti evitabili vengono normalizzate e i responsabili non rendono conto delle proprie azioni?

O una Turchia in cui l'essenziale è “far vivere” e lo Stato esiste per i suoi cittadini?

Una Turchia in cui vige la legge dei più forti? O una Turchia che opera secondo lo stato di diritto?

Una Turchia in cui non riusciamo a far quadrare i conti, in cui il salario minimo scende sotto la soglia di povertà già nel primo mese in cui viene annunciato e diventa la retribuzione percepita dalla maggioranza?

O una Turchia in cui vengono applicate politiche salariali eque che permettono di vivere dignitosamente?

Una Turchia in cui la quota del reddito totale detenuta dal 20% più ricco raggiunge il 50%, la classe media scompare, l'ingiustizia nella distribuzione del reddito raggiunge dimensioni senza precedenti e i poveri diventano sempre più poveri?

O una Turchia in cui la distribuzione del reddito viene migliorata e le politiche di welfare vengono rapidamente attuate per promuovere la pace, la serenità, la giustizia e la prosperità, che sono il desiderio comune della società?

Una Turchia dominata dal clientelismo e dal sistema delle raccomandazioni? O una Turchia in cui il lavoro, il sudore e il merito sono valorizzati?

Una Turchia in cui i prodotti che arrivano sulle nostre tavole non vengono controllati, i prodotti che esportiamo vengono respinti e la sicurezza alimentare non è garantita?

O una Turchia che mette la salute umana al di sopra di tutto, che non inquina il suolo, l'aria e l'acqua, e che adotta un sistema agricolo rispettoso della natura, del clima e rigenerativo per il terreno?

Una Turchia in cui i giovani non trovano lavoro, non possono sognare e hanno perso la speranza nel futuro?

O una Turchia che investe nei suoi giovani, crea opportunità lavorative e trae forza da loro?

Una Turchia che considera un reato disciplinare dire “Siamo i soldati di Mustafa Kemal” ed espelle i suoi giovani dall'esercito?

O una Turchia che vede nel dire “Siamo i soldati di Mustafa Kemal” un motivo di orgoglio e che accoglie nel profondo del cuore i suoi sottotenenti dell'accademia militare che giurano fedeltà al nostro Padre fondatore?

Che tipo di Turchia sogniamo per i nostri figli?

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