Cosa ne capite voi dell'amore, signore!
Cari amici, non passa giorno senza che ci sia una polemica su una nuova serie TV.
Che bello, non abbiamo altri problemi e ci mettiamo a discutere di queste cose.
Tra laici, conservatori e confraternite, ora il nostro argomento è il pavyon!
Ammettiamolo, hanno fatto una promozione fantastica. Hanno iniziato a parlarne due settimane prima del debutto, creando anche grandi aspettative.
E poi c'è il contributo fondamentale di Yılmaz Erdoğan, che non girava una serie da anni e si era tenuto lontano dalla televisione. Ogni progetto che vede coinvolto Yılmaz Erdoğan è qualcosa di diverso. Yılmaz è un nome di cui apprezzo molto la penna e le capacità di osservazione...
Anche il cast è molto solido... Hazar Ergüçlü, un'attrice che in ogni nuovo lavoro porta se stessa a un livello superiore...
Non solo con la voce e con le parole, ma anche con lo sguardo, amico mio, Yasemin Baştan e Güven Kıraç…
Il motivo per cui partono in vantaggio è proprio quello che ho menzionato sopra.
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E come dicevo, dato che tutto va a gonfie vele, poiché economia, politica, democrazia e giustiziasono state risolte, da due settimane parliamo di pavyon.
Come ha detto anche il caro Cüneyt Özdemir, l'argomento è 'sexy'.
La discussione è arrivata a un punto tale che anche Devlet Bahçeli è entrato in gioco e ha detto:
"Il fatto che il personaggio di Dilber venga proposto proprio in questo periodo in cui il nostro fratello Alper Gezeravcı è andato nello spazio, ha i connotati di una cospirazione"
Ovunque ci giriamo, per fortuna, c'è una nuova teoria del complotto...
Il problema di tutti, in questo paese che sembra un giardino fiorito, è ostacolare il nostro viaggio spaziale attraverso i pavyon!!
Oh! Che vicende, che dibattiti nei programmi di gossip, e che balli...
La questione è passata dal 'chiudete i pavyon' al linciaggio di chi balla.
Il pavyon sembra quasi una questione di sicurezza nazionale...
Come se il pavyon fosse una novità in Turchia... Come se nessuno ne fosse a conoscenza...
Da persona nata ad Ankara, fa parte della nostra vita da sempre.
Ora si sono concentrati verso Ulus, ma ricordo ancora le file di pavyon a Maltepe, ad Ankara...
Fin dai tempi dell'Impero Ottomano, questa cultura è parte integrante di queste terre...
Ad Ankara, prima dell'era repubblicana, venivano chiamati 'Köy Odaları' (stanze del villaggio). A Konya invece 'Oturak Alemi'.
Il punto in comune è che, in società chiuse come la nostra, i luoghi chiamati 'PAVYON' sono la trasformazione in istituzioni commerciali di un bisogno nato dall'impossibilità di vivere le relazioni tra uomo e donna in modo 'normale'.
È un fenomeno che mantiene la sua esistenza in queste terre da decenni.
In questa terra, che ha preso il nome di 'Anatolia' a causa di una vita matriarcale, l'ego maschile represso si manifesta in modi diversi in ogni ambito, mentre noi alziamo la voce proprio dove è più facile parlare e criticare.
Mettiamo da parte le cause, parliamo solo dei risultati e, oh, salviamo il mondo e il nostro onore.
Pensiamo di salvare le donne parlando delle Dilber e dichiarando i loro balli come qualcosa di riprovevole.
Parlando specificamente dei pavyon, come sono entrate quelle donne in quel mondo e in quali condizioni?
Come è possibile che non siano state protette fin da bambine?
Anzi, per alcune di loro, è stato proprio quel mondo a salvarle la vita?
Lì dentro ci sono storie tali che, 'storie vere, non romanzate', nemmeno i migliori narratori del mondo potrebbero scriverlo…
Vi consiglio in particolare di guardare il documentario ‘Pavyon’ trasmesso su BluTv.
Chiudiamo i pavyon, vietiamo il ballo di Dilber e bruciamo anche quel vestito rosso a fiori!
Sarete in grado di eliminare anche gli abusi e le violenze che quelle donne hanno subito prima di finire in quel mondo?
Gli uomini che vengono lì, che vendono campi, vigneti e giardini pur di stare in quel mondo e con quelle donne, riusciranno a liberarsi delle loro emozioni represse?
Di bambini privati dell'affetto, che si rivolgono a donne spesso a loro volta prive di amore e di affetto,
Trasformarsi in uomini che non comprendono l'amare, l'essere amati e l'amore...
Come nella poesia di Didem Madak, come la ribellione di un cuore che brucia di dolore...
Voi parlate d'amore,
Ecco, fermatevi lì, signore
Sono rimasta lì come uno straccio bagnato e dimenticato
Sull'orlo di me stessa
Così bagnata,
Così maleodorante,
Strappato e disperato.
Cosa ne sapete voi dell'amore, signore
Solo l'amore conosce l'amore!
DİDEM MADAK