Indipendentemente dal numero di leggi esistenti in un Paese, se manca l'etica nella politica, in quel Paese la giustizia è carente, lo Stato è debole e la società è insicura.
Perché la politica non è solo l'arte di governare. La politica è la responsabilità di prendere decisioni per conto del pubblico ed esercitare l'autorità in nome della nazione. Il politico, a cui è stato affidato il mandato della nazione, non può destinare la carica che ricopre agli interessi personali, dei propri cari, del proprio partito o di una cerchia ristretta. La carica pubblica non è un bottino, ma un mandato.
Oggi, questo è uno dei problemi fondamentali della Turchia: la politica ha regole giuridiche, ma le regole etiche della politica non sono abbastanza forti.
Eppure, l'etica politica è una legge di coscienza e responsabilità, non scritta, ma che costituisce il fondamento della democrazia.
Un politico, quando assume l'incarico, dovrebbe essere in grado di dichiarare apertamente il proprio patrimonio; quando lascia l'incarico, dovrebbe poter spiegare alla nazione da dove proviene, cosa possiede e quali relazioni economiche ha intrattenuto durante il suo mandato.
Il politico non dovrebbe poter trasferire le risorse pubbliche ai propri cari, amici, parenti o alla propria cerchia politica.
Appalti, piani regolatori, licenze, incentivi, tasse, prestiti bancari pubblici e tutte le opportunità economiche dello Stato non dovrebbero essere trasformati in strumenti per alcun calcolo politico.
Dove la politica diventa una porta verso l'arricchimento, la democrazia si corrompe.
Per questo motivo, la Turchia non ha più bisogno solo di riforme economiche, ma di una Legge sull'Etica Politica completa.
Questa legge dovrebbe introdurre regole chiare e vincolanti per chiunque eserciti un potere pubblico, dai parlamentari ai sindaci, dai ministri ai dirigenti dei partiti politici.
Il confine tra incarico politico e interesse commerciale deve essere tracciato in modo definitivo.
Le relazioni economiche instaurate dal politico con il settore pubblico attraverso la propria azienda, la famiglia o la cerchia ristretta durante il periodo di servizio devono essere sottoposte a controllo.
Il finanziamento dei partiti politici deve essere reso trasparente e la nazione deve sapere da dove provengono le risorse utilizzate durante i periodi elettorali e come vengono spese.
Perché la politica che non rende conto, col tempo si trasforma in un potere a cui non si può chiedere conto.
Un'altra questione importante è il merito.
I quadri statali non devono essere il premio della lealtà politica. Il funzionario pubblico deve essere fedele allo Stato e alla nazione, non al partito. Non dovrebbe essere preso come base a quale partito appartenga una persona, ma quanto bene sia in grado di svolgere il proprio lavoro.
Dove non c'è merito, non c'è giustizia; dove non c'è giustizia, non c'è ordine statale; e dove non c'è ordine statale, non rimane fiducia sociale.
L'etica politica non deve essere richiesta solo al politico. Anche i partiti politici devono stabilire al loro interno strutture democratiche, trasparenti e responsabili. Le direzioni di partito devono elevarsi non sulle lealtà personali, ma sui principi comuni e sull'interesse pubblico.
Bisogna ormai dirlo chiaramente:
La Turchia ha bisogno di una nuova concezione della politica.
Una concezione in cui il mandato parlamentare non sia uno strumento di arricchimento, la carica di sindaco non si trasformi in un'area di potere personale, il ministero non sia visto come un ufficio per distribuire opportunità ai propri conoscenti; una concezione in cui la politica non sia una carica, ma un servizio…
La legge sull'etica politica non è solo una norma di pochi articoli. Il vero problema è cambiare la mentalità della politica.
Perché non è solo la Corte dei Conti a proteggere il tesoro dello Stato. Non è solo l'ispettore a proteggere i beni pubblici. Il vero protettore è la coscienza del politico.
La legge non può sostituire la coscienza.
Ma dove la coscienza tace, la legge deve parlare.
Ed è esattamente questo ciò di cui la Turchia ha bisogno:
Un ordine politico in cui non vengano premiati coloro che sporcano la politica, ma coloro che la puliscono; in cui la carica sia accettata come responsabilità e non come profitto, e l'autorità come mandato e non come privilegio.
Perché non bisogna dimenticare:
La politica che perde la sua etica perde prima la fiducia; e lo Stato che perde la sua fiducia, col tempo perde la sua reputazione.
La politica esiste per servire il popolo.
Il mandato della nazione è un diritto della nazione.
E nessuna concezione politica che metta mano al diritto della nazione, indipendentemente dall'urna da cui esca, può possedere il fondamento morale della legittimità.
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