Se lo Stretto di Hormuz può essere chiuso, il mondo non è più quello di una volta
Lo Stretto di Hormuz è stato davvero riaperto o si tratta solo della "nebbia del cessate il fuoco"?
In che modo l'accumulo di 1500 navi minaccia l'ordine energetico globale?
Perché gli Stati Uniti, nonostante la loro superiorità militare, non riescono a ottenere ciò che vogliono sul campo?
Come ha fatto l'Iran a trasformare la geografia in un'arma in questa guerra?
Perché la Russia e la Cina hanno preso una posizione così netta, per la prima volta, sia all'ONU che sul campo?
Il modello di gestione delle crisi della NATO e dell'Occidente è crollato?
L'isolamento strategico di Israele è entrato in un processo irreversibile?
In 50 giorni l'ordine logistico mondiale è stato stravolto. Hormuz è stato riaperto sulla carta, ma la crisi non è finita.
Questa guerra non è più solo una crisi regionale. È un grande banco di prova in cui il processo di dissoluzione dell'egemonia statunitense sta accelerando e le fondamenta di un ordine multipolare vengono gettate attraverso l'Iran.
Questa guerra ha dimostrato che, nella potenza marittima che costituisce la spina dorsale della potenza egemone, l'elemento decisivo non è solo la tecnologia e l'elevata potenza di fuoco, ma che la logistica, la geografia, la volontà e la resistenza popolare giocano un ruolo altrettanto critico.
L'uso combinato della superiorità geografica e della capacità asimmetrica ha dimostrato chiaramente che è possibile creare una capacità di escalation estremamente potente.
Se lo Stretto di Hormuz può essere chiuso, il mondo non è più quello di una volta.
Gli Stati Uniti, costretti a far circumnavigare il Capo di Buona Speranza alla portaerei USS H.W. Bush per inviarla nel Mar Arabico, se dovessero intraprendere una nuova avventura con l'arrivo di questa nave nella regione, o se Israele dovesse attaccare nuovamente il Libano, l'Iran non si limiterà a chiudere Hormuz, ma chiuderà anche Bab el-Mandeb attraverso gli Houthi.
In questo caso, il mondo intero soffrirebbe. Questa situazione non farebbe che moltiplicare l'antipatia verso gli Stati Uniti, che brandiscono il bastone, e verso Israele.