La polizia tedesca ha arrestato due cittadini turchi con l'accusa di essere coinvolti nell'incendio divampato presso una stazione di comunicazione Starlink in Polonia.
Il primo ministro polacco Donald Tusk ha inquadrato l'episodio, avvenuto a settembre, nel contesto di una "guerra ibrida". In una dichiarazione rilasciata il 12 ottobre sul suo account X, Tusk ha precisato che i sospettati saranno processati in Polonia.
Anche il ministro dell'Interno polacco, Marcin Kierwinski, ha confermato gli arresti. Kierwinski ha affermato che l'operazione è stata condotta grazie alla collaborazione tra la polizia polacca, l'Agenzia per la sicurezza interna polacca (ABW) e le unità di sicurezza tedesche.
Secondo Kierwinski, i sospettati dovranno rispondere alle accuse di "sabotaggio e spionaggio per conto di un servizio di intelligence straniero".
INDAGINI SULL'ATTACCO
L'episodio è emerso il 24 settembre, in seguito a un incendio scoppiato in una stazione satellitare Starlink situata nella regione della Masovia, nella parte centrale della Polonia. È stato riferito che l'incendio ha danneggiato l'impianto elettrico e il generatore di emergenza della struttura.
Le autorità polacche hanno qualificato l'incendio come un atto di sabotaggio deliberato. Il vice primo ministro Krzysztof Gawkowski ha dichiarato che l'incendio è stato appiccato con l'obiettivo di mettere fuori uso la stazione, causando interruzioni nell'accesso a Internet per diverse istituzioni, tra cui l'esercito ucraino.
In un'intervista all'emittente di Stato polacca TVP Info, Gawkowski ha affermato che le indagini sono in corso, ma che numerosi indizi suggeriscono che l'attacco sia coerente con la "nuova dottrina di attacco della Russia". Il Cremlino, dal canto suo, non ha rilasciato commenti in merito.
Nello stesso periodo, il servizio di intelligence danese aveva avvertito in una valutazione delle minacce che la Russia potrebbe intensificare le attività di guerra ibrida nei mesi a venire. Nel rapporto si osservava che, sebbene la probabilità di un attacco diretto fosse molto bassa, il rischio di attacchi militari limitati contro i paesi della NATO fosse basso ma in aumento.
Il concetto di guerra ibrida si riferisce all'uso di metodi non militari, come attacchi informatici, sabotaggi e campagne di disinformazione, per esercitare pressione o destabilizzare un paese. Viene spesso sottolineato che in tali attività vengono frequentemente impiegati attori delegati.
Fonte della notizia: 12punto