La Crown Prosecution Service del Regno Unito, a seguito di un'indagine durata sette anni avviata su richiesta ufficiale del governo ruandese, ha deciso di incriminare il 65enne Dr. Vincent Brown, residente nel nord di Londra, in relazione a crimini che avrebbe commesso in Ruanda nell'aprile del 1994. Il medico ruandese, che in precedenza utilizzava il nome "Dr. Vincent Bajinya", è stato accusato di un atto di complicità in genocidio e di sei distinti atti di complicità in omicidio nell'ambito di crimini contro l'umanità.
Frank Ferguson, capo dell'Unità per i crimini speciali e l'antiterrorismo della Crown Prosecution Service, ha dichiarato: "Le accuse riguardano il presunto coinvolgimento del Dr. Brown nel genocidio perpetrato contro i Tutsi nel 1994. Si sostiene che abbia diretto e incoraggiato atti di omicidio e genocidio commessi da altri".
Brown, arrestato oggi a seguito dell'indagine avviata nel 2019, comparirà domani davanti alla Westminster Magistrates' Court.
"I nostri pensieri sono con il popolo ruandese"
Helen Flanagan, capo dell'Unità antiterrorismo della Polizia di Londra, ha annunciato che sono in corso una serie di indagini su altre persone residenti nel Regno Unito sospettate di crimini simili legati al genocidio in Ruanda. Affermando che il caso dimostra come il Regno Unito non sia un rifugio sicuro per i criminali responsabili di genocidio, Flanagan ha aggiunto: "I nostri pensieri sono con il popolo ruandese. In particolare con coloro che hanno perso familiari e persone care nel genocidio contro i Tutsi".
Oltre 800 mila Tutsi e Hutu moderati furono uccisi
Dopo la Prima Guerra Mondiale, la discriminazione etnica attuata in Ruanda sotto il mandato belga aveva alimentato l'odio tra la popolazione e, nel 1994, il Paese è stato teatro di uno dei genocidi più sanguinosi della storia. Nei massacri di massa organizzati dagli Hutu estremisti furono uccisi oltre 800 mila Tutsi e Hutu moderati, e molti dei responsabili del massacro furono processati e condannati dal Tribunale penale internazionale per il Ruanda istituito dalle Nazioni Unite (ONU).
D'altra parte, il mese scorso, un tribunale locale dell'Aia, nei Paesi Bassi, ha condannato all'ergastolo un cittadino olandese di origine ruandese per il suo ruolo nel genocidio in Ruanda.
Fonte della notizia: İHA