È emersa una nuova proposta che potrebbe spianare la strada al fondo sovrano norvegese, considerato il più grande al mondo, per investire in alcune aziende della difesa legate alla produzione di armi nucleari.
La commissione incaricata dal governo norvegese ha presentato giovedì il rapporto preparato nell'ambito della revisione delle linee guida etiche del fondo. Se la proposta venisse accettata, alcune grandi aziende della difesa occidentali, attualmente escluse dal portafoglio in base alle regole vigenti, potrebbero essere nuovamente incluse negli investimenti.
Gli attuali principi etici del fondo impediscono investimenti in aziende legate allo sviluppo e alla produzione di armi nucleari o di componenti per tali armi. In questo contesto, 14 aziende, tra cui Airbus, BAE Systems, Boeing, Lockheed Martin e Safran, si trovano nella lista di esclusione.
PROPOSTA DI ECCEZIONE PER I PAESI NATO
L'eccezione proposta dalla commissione, presieduta dall'ex governatore della Banca Centrale di Norvegia Svein Gjedrem, riguarda i produttori situati in paesi che sono ufficialmente dotati di armi nucleari secondo il Trattato di non proliferazione nucleare e che sono anche alleati della Norvegia nella NATO.
Durante la presentazione del rapporto di 434 pagine, Gjedrem ha affermato che questo cambiamento significherebbe che "un gran numero di produttori di armi britannici, francesi e americani verrebbero reinseriti nel fondo".
Nonostante il possibile allentamento riguardante le testate nucleari, la commissione ha raccomandato di mantenere gli altri criteri di esclusione etica relativi ad armi biologiche e chimiche, mine antiuomo, bombe a grappolo, carbone, tabacco e cannabis.
Il rapporto è stato presentato al Ministro delle Finanze norvegese Jens Stoltenberg, ex Segretario Generale della NATO. Stoltenberg ha definito un "paradosso" il fatto che il fondo non possa investire in aziende che potrebbero essere critiche per la sicurezza della Norvegia, in un periodo in cui la Russia esprime più apertamente la minaccia di utilizzare armi nucleari e la Cina sta espandendo il proprio arsenale.
La commissione ha inoltre proposto modifiche alla struttura del Consiglio Etico, che fornisce consulenza alla Banca Centrale di Norvegia, gestore del fondo. Secondo la proposta, il Consiglio continuerà a valutare se le aziende rischiano di violare gravemente gli standard etici, ma non proporrà più direttamente l'esclusione delle aziende dal portafoglio.
Le proposte rimarranno aperte alla consultazione pubblica fino al 15 gennaio, prima della valutazione che il governo presenterà al parlamento la prossima primavera. Alcuni partiti politici, in particolare quelli dell'ala sinistra, hanno già espresso reazioni contrarie al rapporto.
Il fondo sovrano norvegese detiene un peso significativo sui mercati globali con un patrimonio superiore ai 2 trilioni di euro. Il fondo investe in oltre 7 mila aziende in tutto il mondo e detiene circa l'1,5% delle azioni quotate nelle borse globali.
Fonte della notizia: 12punto