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Ha vuotato il sacco ad Antalya: "Tutto passa per il raggiungimento di un denominatore comune con Israele"

Dichiarazione scandalosa dell'ambasciatore statunitense Tom Barrack ad Antalya: con uno stile da "governatore coloniale" che esclude la democrazia e glorifica la Siria e le monarchie, ha ritenuto la dittatura adatta ai popoli della regione. L'obiettivo è chiaro: non la volontà dei popoli, ma gli interessi di Israele e lo status quo autoritario!

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Pubblicato: 17.04.2026 14:19 Aggiornato: 17.04.2026 14:19
Ha vuotato il sacco ad Antalya:

L'Antalya Diplomacy Forum ha ospitato una confessione scandalosa che, andando oltre la cortesia diplomatica, ignora la volontà dei popoli della regione. L'ambasciatore degli Stati Uniti in Turchia, Tom Barrack, mettendo da parte le consuetudini diplomatiche, ha sostenuto che l'unica "ricetta" per il Medio Oriente siano i regimi autoritari e le monarchie. 

Le dichiarazioni di Barrack hanno riportato alla luce, ancora una volta, quegli antichi e oscuri codici "orientalisti" nella visione di Washington sulla regione. 

Il punto più sorprendente e controverso del discorso di Barrack è stato quello in cui ha descritto la democrazia quasi come una "storia di fallimento". Mentre l'ambasciatore sminuiva le richieste di libertà dei popoli (la Primavera Araba) definendole un "processo che si è spento", non ha esitato a salutare il sanguinoso status quo in Siria come una "leadership risoluta". 

Queste parole di Barrack sono state interpretate come gli ordini di un moderno governatore coloniale. Questo approccio, che ignora il diritto all'autodeterminazione dei popoli della regione, trasmette il seguente messaggio: *"Voi non siete capaci di gestire la democrazia, vi serve solo un re o un dittatore 'benevolo'."*

Non c'è voluto molto perché l'ambasciatore vuotasse il sacco mentre spiegava la sua formula per la "prosperità". Secondo Barrack, la pace nella regione non passa attraverso la democrazia, i diritti umani o lo stato di diritto, ma attraverso l'incontro degli interessi di Israele con quelli delle monarchie del Golfo su un denominatore comune.  

La frase di Barrack, iniziata con "Riceverò critiche perché è antidemocratico", è in realtà un segno di arroganza che dimostra come egli fosse consapevole dell'ingiustizia che stava per commettere, ma che non se ne curasse affatto. Queste dichiarazioni, fatte nel cuore della Turchia, ignorando la tradizione democratica del Paese e le sue sensibilità regionali, sono la prova più concreta di come le promesse degli Stati Uniti di "portare la democrazia" possano trasformarsi facilmente in "elogi alle monarchie" quando sono in gioco interessi strategici.

Ad Antalya, Tom Barrack, invece di costruire un ponte diplomatico, si è fatto portavoce di una vecchia e sporca concezione di politica estera che vede i popoli come sudditi e la regione come un campo da gioco per le grandi potenze e per Israele. 



Fonte della notizia: 12punto

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Tom Barrack