Si ipotizza che l'amministrazione del presidente statunitense Donald Trump stia valutando l'opzione di utilizzare la bomba GBU-43/B MOAB nell'eventualità di una ripresa delle operazioni militari contro l'Iran. Secondo quanto riportato dalla CNN, che cita funzionari vicini alla questione, a Washington si starebbe lavorando su possibili scenari di attacco contro le strutture nucleari e le infrastrutture energetiche iraniane.
Nell'articolo si sottolinea che la MOAB, nota come la "Madre di tutte le bombe", è uno dei più grandi ordigni non nucleari americani, pur precisando che all'interno dell'amministrazione vi sono dubbi sulla reale efficacia dell'arma contro obiettivi sotterranei profondi.
DIBATTITO SU EFFICACIA E VITTIME CIVILI
Una fonte a conoscenza dei piani ha affermato che la MOAB è in grado di causare una distruzione massiccia su vaste aree, ma non è stata progettata per distruggere strutture sotterranee profonde. La fonte ha descritto la bomba come "molto efficace per ripulire ampie zone", ma al di fuori di questo, come una "enorme arma di guerra psicologica" con funzioni limitate.

Nel servizio della CNN si fa riferimento anche alle preoccupazioni relative alle vittime civili in caso di un eventuale utilizzo. L'elevato effetto esplosivo della bomba su una vasta area solleva polemiche, specialmente per quanto riguarda gli obiettivi vicini alle zone residenziali.
Viene inoltre riferito che, mentre a febbraio Stati Uniti e Israele giustificavano gli attacchi contro l'Iran con la necessità di impedire a Teheran di dotarsi di armi nucleari, le iniziative diplomatiche condotte dall'estate non hanno portato ad alcun progresso. È stato notato che nelle ultime settimane Washington ha dato maggiore peso alla pressione economica piuttosto che alle opzioni puramente militari.
L'esercito statunitense ha utilizzato la bomba GBU-43/B MOAB per la prima volta nel 2017 nella provincia afghana di Nangarhar contro obiettivi dell'ISIS. La bomba, dal peso di circa 9,8 tonnellate, finì al centro dell'attenzione all'epoca per l'attacco mirato alla rete di tunnel e bunker dell'organizzazione.
Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti non ha ancora rilasciato una dichiarazione ufficiale in merito alle indiscrezioni. Nell'articolo si afferma che le imminenti elezioni di metà mandato al Congresso e l'aumento dei prezzi del carburante stanno incrementando la pressione politica sull'amministrazione Trump.
Fonte della notizia: 12punto