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Respinto il ricorso di T24 contro il blocco dell'accesso: il caso approderà alla Corte Costituzionale

Il 2° Tribunale penale di pace di Istanbul ha respinto il ricorso presentato contro il blocco dell'accesso al sito web e all'account X di T24. T24 porterà la decisione davanti alla Corte Costituzionale.

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Pubblicato: 09.10.2026 18:24 Aggiornato: 09.10.2026 18:24
Respinto il ricorso di T24 contro il blocco dell'accesso: il caso approderà alla Corte Costituzionale

Il ricorso presentato da T24 contro il blocco dell'accesso al proprio sito web e all'account X, imposto con la motivazione di "propaganda LGBT", è stato respinto dal 2° Tribunale penale di pace di Istanbul. T24 ha annunciato che porterà la decisione di rigetto davanti alla Corte Costituzionale.

Su richiesta della Procura della Repubblica di Istanbul, il 1° Tribunale penale di pace di Istanbul aveva disposto il blocco dell'accesso al sito web e all'account X di T24. T24 aveva presentato ricorso contro la decisione il 1° ottobre; il 5 ottobre aveva inoltre inoltrato un'istanza supplementare affinché la petizione venisse "esaminata con urgenza".

Il 2° Tribunale penale di pace di Istanbul, valutando il ricorso, ha respinto l'istanza. Nella decisione si afferma che il provvedimento di blocco dell'accesso è "conforme alla procedura e alla legge", "giustificato in base alle motivazioni della decisione" e che "non vi è alcuna prova concreta che possa modificare la decisione".

COSA CONTENEVA IL RICORSO?

Al ricorso presentato dagli avvocati di T24, Özlem Tekşen e Gökhan Tekşen, ha contribuito con le proprie opinioni anche il giurista Kerem Altıparmak, fondatore dell'Associazione per la Libertà di Espressione. Nella petizione si sostiene che la decisione di bloccare l'accesso sia contraria alla Costituzione, alle disposizioni di legge pertinenti e alla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo e della Corte Costituzionale.

Nella petizione si afferma che la decisione contiene errori materiali, sottolineando che l'accusa secondo cui "negli ultimi 12 mesi sono stati scritti 118 articoli tali da minare la struttura familiare" non riflette la realtà. Secondo quanto riportato, solo 21 dei 118 contenuti indicati nella decisione sono stati pubblicati nell'ultimo anno; inoltre, 22 dei 57 autori indicati come estensori degli articoli avevano lasciato T24 anni fa.

Nella richiesta si sostiene inoltre che alcuni articoli erano stati pubblicati 5, 10 e 15 anni fa e che l'indagine sui contenuti oggetto della decisione è stata condotta tramite il metodo della "pattuglia virtuale collettiva", ritenuto illegittimo dalla Corte Costituzionale.

Nel ricorso di T24 si osserva che sarebbe stato tecnicamente possibile bloccare singolarmente i contenuti ritenuti problematici e che, nonostante ciò, il blocco dell'accesso all'intero sito costituisce un intervento sproporzionato. Nella petizione si afferma che la decisione viola non solo la libertà di espressione e di stampa, ma anche il diritto di proprietà.

Nella petizione sono stati citati anche i precedenti della Corte Costituzionale relativi ai blocchi di accesso ai sensi dell'articolo 8/A della Legge n. 5651. È stato ricordato che la Corte Costituzionale considera questo metodo come una misura di protezione applicabile solo in casi eccezionali in cui "vi è il rischio di ritardo".

T24 si rivolgerà alla Corte Costituzionale tramite ricorso individuale contro la decisione del 2° Tribunale penale di pace di Istanbul di respingere il ricorso.


Fonte della notizia: 12punto

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t24 Blocco dell'accesso Corte Costituzionale Libertà di stampa 2° Tribunale penale di pace di Istanbul Legge n. 5651 CEDU