Il Consiglio Direttivo dell'Associazione dei Giornalisti Turchi (TGC) ha rilasciato una dichiarazione in merito alla chiusura e al blocco dell'accesso al sito web e agli account social di T24, disposti dal 1° Tribunale Penale di Pace di Istanbul.
La TGC ha definito la decisione "illegittima" e ne ha chiesto l'immediata revoca. Nella dichiarazione, è stato sottolineato che la chiusura totale di un sito di notizie indipendente online comporta gravi conseguenze per l'ordine sociale democratico e per lo Stato di diritto.
L'Associazione ha affermato che non è possibile giustificare con ragioni legali l'oscuramento dell'intero organo di stampa, basato sul fatto che articoli e interviste su cultura, arte, accademia, economia e questioni sociali pubblicati su T24 nel corso degli anni siano stati considerati prove di reato.
TGC: LA CHIUSURA TOTALE OSTACOLA IL DIRITTO ALL'INFORMAZIONE
Nella dichiarazione si legge: "La chiusura totale di un organo di stampa è un tentativo di cancellare la memoria sociale e paralizzare i canali attraverso cui i cittadini ricevono notizie". La TGC ha sostenuto che questa situazione dimostra il livello pericoloso raggiunto dalla libertà di stampa e di espressione in Turchia.
La dichiarazione della TGC è la seguente:
"Oggi, nel 2026, la chiusura totale e il blocco dell'accesso a T24, un sito di notizie indipendente online dove lavorano decine di giornalisti, a seguito di campagne di disinformazione e diffamazione, rappresentano un duro colpo inferto all'ordine sociale democratico e allo Stato di diritto.
L'oscuramento dell'intero organo di stampa, considerando come prove di reato editoriali e interviste su cultura, arte, accademia, economia e questioni sociali pubblicati su un sito di notizie online nel corso degli anni, non può essere spiegato né con ragioni legali né con una concezione democratica della società.
"LA CHIUSURA È UN TENTATIVO DI CANCELLARE LA MEMORIA SOCIALE"
La chiusura totale di un organo di stampa è un tentativo di cancellare la memoria sociale e paralizzare i canali attraverso cui i cittadini ricevono notizie. Questa situazione mette in luce il livello pericoloso raggiunto dalla libertà di stampa e di espressione nel nostro Paese.
Le decisioni arbitrarie di blocco dell'accesso e di chiusura, che i Tribunali Penali di Pace, istituiti nel 2014, hanno recentemente automatizzato, sono diventate meccanismi di pressione privi di controllo giudiziario. Porre fine alla vita editoriale di un sito di notizie con un'unica decisione del tribunale, senza basarsi su prove concrete e sui principi di proporzionalità e adeguatezza, colpisce direttamente l'esistenza della professione giornalistica.
Questa decisione di chiusura contro T24 è radicalmente contraria allo Stato di diritto sancito dall'articolo 2 della nostra Costituzione, alla Libertà di Espressione e Diffusione garantita dall'articolo 26 e alla disposizione esplicita dell'articolo 28 secondo cui 'La stampa è libera, non può essere censurata', nonché alla Libertà di Espressione regolata dall'articolo 10 della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU).
Come chiaramente sottolineato nelle sentenze esemplari della Corte Costituzionale: 'Bloccare l'accesso all'intero organo di stampa o piattaforma citando un contenuto limitante come giustificazione costituisce una violazione del principio di proporzionalità e ostacola il diritto all'informazione dell'intera società'.
"LE DECISIONI DI CHIUSURA TOTALE DANNEGGIANO TUTTI I CITTADINI"
La giurisprudenza della Corte Costituzionale ha chiaramente dimostrato che le decisioni di chiusura totale non danneggiano solo l'editore, ma direttamente tutti i cittadini a cui viene impedito l'accesso alle informazioni. Nonostante queste chiare decisioni della Corte Costituzionale, la chiusura totale di T24 da parte delle autorità giudiziarie elimina completamente le garanzie costituzionali.
La libertà di espressione non vale solo per le idee gradite o considerate innocue, ma anche per notizie e opinioni che disturbano o criticano lo Stato o una parte della società. Dove non c'è pluralismo, tolleranza e apertura mentale, non si può parlare di società democratica.
"NON SI PUÒ PARLARE DI DEMOCRAZIA SENZA STAMPA"
Questa decisione illegittima di chiusura e blocco dell'accesso applicata a T24 deve essere immediatamente revocata e il diritto al lavoro dei giornalisti deve essere garantito. Non bisogna dimenticare che non si può parlare di democrazia, responsabilità e diritto del pubblico a conoscere la verità senza la stampa.
Come Associazione dei Giornalisti Turchi, annunciamo rispettosamente all'opinione pubblica che siamo al fianco dei dipendenti di T24 e di tutti i nostri colleghi, e che continueremo a difendere con determinazione il diritto del pubblico all'informazione e la libertà di stampa. Il giornalismo non è un crimine."
Fonte della notizia: 12punto