Dopo l'arresto del giornalista Fatih Ergin, avvenuto in seguito a un post sui social media, è arrivata la reazione della Rete di Solidarietà dei Lavoratori della Comunicazione (İletişim Emekçileri Dayanışma Ağı). In una nota, la rete ha affermato che Ergin è stato preso di mira a causa della sua attività giornalistica e ne ha chiesto l'immediato rilascio.
Ergin era stato prelevato dalla sua abitazione e posto in stato di fermo con l'accusa di "diffusione pubblica di informazioni fuorvianti per il pubblico", in relazione a un post riguardante il ritrovamento del cadavere di Turgay Tamer, ex medico carcerario coinvolto nell'inchiesta sull'ex agente del MİT Kaşif Kozinoğlu, nella sua abitazione. Condotto in tribunale, Ergin è stato arrestato dal giudice.
LA REAZIONE DELLA RETE DI SOLIDARIETÀ
La Rete di Solidarietà dei Lavoratori della Comunicazione, legata al collettivo Patronların Ensesindeyiz, ha sottolineato nella sua dichiarazione che è inaccettabile l'arresto di un giornalista per un'espressione utilizzata erroneamente in un post di interesse pubblico e successivamente corretta.
Nella dichiarazione si afferma che i fermi, le indagini e gli arresti rivolti ai giornalisti non colpiscono solo i lavoratori della stampa, ma anche il diritto della società di essere informata. La rete ha commentato: "In un clima in cui le attività giornalistiche vengono svolte sotto la minaccia di indagini e arresti, non si può parlare di diritto del pubblico a conoscere la verità".
Fatih Ergin sia rilasciato immediatamente! Fatih Ergin è un giornalista, siamo al suo fianco. Uscirà e tornerà a scrivere!
È stato riferito che, nell'ambito dell'indagine, a Ergin sono state contestate le accuse di "diffusione pubblica di informazioni fuorvianti per il pubblico" ai sensi dell'articolo 217/A del Codice Penale Turco (TCK) e di "commissione del reato tramite stampa e mezzi di diffusione" ai sensi dell'articolo 218 del TCK, a causa dell'uso erroneo del termine "dipendente di medicina legale" riferito a Turgay Tamer nel suo post. È stato inoltre precisato che la stessa espressione era stata utilizzata da alcune testate giornalistiche nei primi articoli riguardanti la morte di Tamer.
Nel dicembre 2025, Ergin era stato fermato con la stessa accusa a causa di alcuni post sui social media relativi a uno scontro avvenuto durante un'operazione contro l'ISIS a Yalova, per poi essere rilasciato con obbligo di firma. All'epoca, Ergin aveva dichiarato che i suoi articoli sulla struttura dell'ISIS riflettevano la realtà dei fatti.
Fonte della notizia: 12punto