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Sentenza della Corte di Cassazione sul divorzio: ha spiato di nascosto i messaggi WhatsApp della moglie, ritenuto gravemente colpevole

In una causa di divorzio a Kayseri, la Corte di Cassazione ha ritenuto gravemente colpevole il marito che aveva monitorato le conversazioni WhatsApp della moglie senza il suo consenso.

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Pubblicato: 10.10.2026 07:55 Aggiornato: 10.10.2026 08:07
Sentenza della Corte di Cassazione sul divorzio: ha spiato di nascosto i messaggi WhatsApp della moglie, ritenuto gravemente colpevole

La Corte di Cassazione ha emesso una sentenza significativa riguardante il monitoraggio segreto delle conversazioni digitali tra coniugi nelle cause di divorzio. In una causa di divorzio reciproco svoltasi a Kayseri, il marito che aveva monitorato le conversazioni WhatsApp della moglie a sua insaputa e senza il suo consenso è stato ritenuto gravemente colpevole.

Secondo quanto riportato dal quotidiano Türkiye Gazetesi, nella causa la donna ha chiesto il divorzio sostenendo che il marito avesse una relazione con un'altra donna, che esercitasse violenza economica e fisica nei suoi confronti, che la insultasse e che non adempisse ai doveri coniugali. L'uomo, dal canto suo, ha presentato una controquerela sostenendo che la moglie avesse violato l'obbligo di fedeltà.

Secondo gli atti, l'uomo ha monitorato l'account WhatsApp della moglie dal proprio computer di lavoro tramite una connessione web, ottenendo così le conversazioni. Il 2° Tribunale della Famiglia di Kayseri ha stabilito che le conversazioni erano state ottenute senza la conoscenza e il consenso della donna.

Il tribunale locale ha deciso per il divorzio delle parti, ritenendo il marito gravemente colpevole e la moglie lievemente colpevole negli eventi che hanno portato alla separazione. La controquerela dell'uomo, basata sull'accusa che la moglie avesse commesso adulterio con un altro uomo, è stata respinta in quanto non provata.

La Corte di Cassazione, che ha esaminato il ricorso, ha stabilito che le conversazioni ottenute con metodi illegali non possono essere utilizzate come prova. Nella sentenza è stato sottolineato che, affinché una prova sia considerata valida, deve essere ottenuta con metodi consentiti dalla legge.

La Corte di Cassazione ha ritenuto opportuno affidare la custodia del figlio comune alla madre. Inoltre, è stato disposto il pagamento di 500 mila lire a titolo di risarcimento danni materiali e 800 mila lire a titolo di risarcimento danni morali a favore della donna, oltre all'assegno di mantenimento per il figlio comune.


Fonte della notizia: 12punto

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Corte di Cassazione WhatsApp causa di divorzio Kayseri Prova illegittima Custodia risarcimento