La Rete di Solidarietà Familiare (Aile Dayanışma Ağı) ha rilasciato una dichiarazione scritta in merito alla diffusione sui media delle immagini riprese durante una perquisizione domiciliare effettuata nell'ambito dell'operazione contro i comuni di Mersin Metropolitana, Mezitli e Yenişehir.
Nella dichiarazione, si sostiene che le riprese siano continuate nonostante la donna che ha aperto la porta avesse dichiarato di "non essere in condizioni di ricevere". La Rete di Solidarietà Familiare ha affermato che la diffusione di tali immagini è inaccettabile sia in termini di diritti della personalità che di riservatezza della vita privata.
Nella nota si legge: "Non accettiamo che, durante l'operazione all'alba contro i comuni di Mersin Metropolitana, Mezitli e Yenişehir, le immagini di una donna che ha aperto la porta in pigiama siano state riprese e fatte trapelare alla stampa".
Sostenendo che la diffusione delle immagini violi il "diritto alla presunzione di innocenza" (diritto a non essere macchiati), la dichiarazione afferma: "I mandati di perquisizione non possono essere utilizzati come strumento di esposizione pubblica". La Rete di Solidarietà Familiare ha richiesto sanzioni contro i responsabili della fuga di notizie delle immagini e delle modalità di esecuzione della perquisizione.
Nella dichiarazione, richiamando l'attenzione sulla presunzione di innocenza, si afferma inoltre: "Le forze dell'ordine esistono per garantire la sicurezza e l'ordine pubblico, non per mettere in pericolo i cittadini". La Rete di Solidarietà Familiare ha annunciato all'opinione pubblica di essere al fianco della donna le cui immagini sono state diffuse.
Fonte della notizia: 12punto