Nuova regolamentazione per l'assegno di mantenimento a tempo indeterminato: sarà il giudice a stabilire la durata in base alla situazione delle parti
Nella normativa preparata in seguito alla decisione di annullamento della Corte Costituzionale, la situazione economica, la colpa e la durata del matrimonio saranno determinanti per la durata dell'assegno.
In seguito alla decisione di annullamento emessa dalla Corte Costituzionale a giugno, sono stati avviati i lavori per una nuova regolamentazione riguardante l'applicazione dell'assegno di mantenimento a tempo indeterminato. Si prevede che la normativa, attualmente in fase di preparazione da parte del Ministero della Giustizia e degli esperti legali dell'AKP, venga inserita nell'agenda parlamentare nell'ambito del 13° pacchetto di riforma giudiziaria alla riapertura dell'Assemblea.
La bozza prevede che, invece di stabilire automaticamente l'assegno a tempo indeterminato, si faccia riferimento alla discrezionalità del giudice. Di conseguenza, la situazione economica delle parti, il grado di colpa nel processo di divorzio e la durata del matrimonio saranno tra i criteri fondamentali per la decisione.

Il lavoro si concentra anche sul mantenere la durata dell'assegno più breve nei matrimoni di breve durata. Mentre si valuta l'opzione di pagare l'assegno per una durata pari alla metà di quella del matrimonio, è in agenda anche la possibilità che, per i matrimoni inferiori a un anno, la durata dell'assegno non superi i 5 anni.
Al contrario, nei casi in cui una delle parti non sia in grado di lavorare o non disponga di altre fonti di reddito, il giudice potrà disporre un assegno di durata maggiore. L'obiettivo è completare la normativa entro il termine di 9 mesi concesso dalla Corte Costituzionale per la nuova regolamentazione.
ANCHE IL DIRITTO DI FAMIGLIA NEL PACCHETTO
Il pacchetto giudiziario includerà anche altre disposizioni relative al diritto di famiglia. Si prevede di separare la causa di divorzio dalle cause riguardanti l'assegno di mantenimento, l'affidamento e la divisione dei beni. L'obiettivo è quello di concludere le cause di divorzio entro 2-3 mesi, gestendo le questioni relative all'affidamento, alla divisione dei beni e all'assegno di mantenimento attraverso fascicoli separati.

Con questa normativa si mira a prevenire che le cause di divorzio contenzioso si protraggano per anni, riducendo l'usura economica e psicologica delle parti. La bozza prevede inoltre la riduzione da 10 a 5 anni del termine per avviare la causa di divisione dei beni dopo che la sentenza di divorzio è passata in giudicato.
Il pacchetto include anche un punto relativo all'introduzione dell'obbligo di verifica dell'identità per gli account dei social media. Dopo un periodo di transizione previsto di 3 mesi, si prevede la chiusura degli account falsi e la possibilità per i tribunali di richiedere le informazioni identificative relative agli account oggetto di accuse di reato tramite la Presidenza della Sicurezza Informatica.
Fonte della notizia: 12punto
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