L'ex presidente della Grande Assemblea Nazionale Turca, Bülent Arınç, in una dichiarazione rilasciata sul suo account social, ha sollevato la questione della decisione presa dalla Corte Costituzionale riguardo a Tayfun Kahraman, attualmente detenuto nell'ambito del processo Gezi.
Arınç ha ricordato che la Corte Costituzionale ha stabilito che, nel ricorso individuale presentato da Kahraman, il diritto a un equo processo è stato violato e ha ordinato la riapertura del processo.
"RILEGGANO LA SENTENZA ANCORA UNA VOLTA"
Ponendo l'accento sul diritto e sulla giustizia, Arınç ha dichiarato: "Sono un giurista. Coloro che danno priorità al diritto e alla giustizia dovrebbero rileggere ancora una volta la seconda sentenza della Corte Costituzionale su Tayfun Kahraman e comprendere cosa significhi la violazione del diritto in un processo giudiziario".
Affermando che, in presenza di sospetti di reato e prove solide, le procedure necessarie possono essere avviate, Arınç ha tuttavia sottolineato che è necessario rispettare le norme del Codice di Procedura Penale e considerare anche l'aspetto umano del processo.
Continuando le sue critiche sui processi di detenzione, Arınç ha aggiunto: "Dobbiamo agire in modo molto più serio, legale e umano nelle indagini. So che ci sono ancora persone che aspettano da 8 o 9 mesi che venga aperto un processo nei loro confronti".
Al termine della sua dichiarazione, Arınç ha lanciato un appello dicendo: "Se queste lacrime dovessero offendere la giustizia divina (Gayretullah), non troveremo pace in Turchia, ne ho paura. Vi prego, che le lacrime si asciughino, che le sofferenze abbiano fine".
Fonte della notizia: 12punto