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Decisione della Corte Costituzionale sul 1° maggio a Taksim

La Confederazione dei Sindacati dei Lavoratori Rivoluzionari (DİSK) e la Confederazione dei Sindacati dei Lavoratori Pubblici (KESK) hanno portato davanti alla Corte Costituzionale (AYM) il tentativo del governo, in atto da molti anni, di impedire le celebrazioni del 1° maggio in Piazza Taksim. La Corte Costituzionale ha stabilito che tale divieto costituisce una violazione dei diritti.

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Pubblicato: 15.12.2023 09:36 Aggiornato: 15.12.2023 09:36
Decisione della Corte Costituzionale sul 1° maggio a Taksim

La celebrazione della Festa dei Lavoratori del 1° maggio in Piazza Taksim è stata a lungo ostacolata dal governo.

La Confederazione dei Sindacati dei Lavoratori Rivoluzionari (DİSK) e la Confederazione dei Sindacati dei Lavoratori Pubblici (KESK) avevano presentato ricorso alla Corte Costituzionale (AYM) contro la decisione di divieto, sostenendo che fosse contraria alla legge.

La decisione della Corte Costituzionale in merito al ricorso è stata pubblicata nell'edizione odierna della Gazzetta Ufficiale.

Il divieto delle celebrazioni a Taksim è stato giudicato, a maggioranza, contrario al diritto di organizzare riunioni e manifestazioni, garantito dall'articolo 34 della Costituzione.

L'Alta Corte ha invece respinto il ricorso relativo alla 'violazione del divieto di maltrattamenti', motivando la decisione con la 'palese infondatezza' della richiesta.



Fonte della notizia: 12punto

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Costituzione AYM KESK Gazzetta Ufficiale Taksim 1° maggio