Nell'ambito dell'inchiesta condotta dalla Procura della Repubblica di Istanbul sul Comitato Arbitrale (MHK), è emerso un nuovo reperto di analisi digitale riguardante Ferdi Karadoruk, presidente della sezione di Istanbul dell'Associazione degli Arbitri e degli Osservatori di Calcio della Turchia (TFFHGD), fermato durante le indagini.
Secondo il rapporto del perito, è stato accertato che tramite l'account WhatsApp, verificato con il numero di telefono utilizzato da Karadoruk, è stato caricato un file video relativo ad abusi sessuali su minori. Nel rapporto si specifica che tale accertamento si basa sul rapporto numero 184346648 del Centro Nazionale per i Bambini Scomparsi e Sfruttati (NCMEC) degli Stati Uniti.
Il rapporto del NCMEC indica che l'operazione è avvenuta l'11 gennaio 2024 alle ore 17:46 tramite WhatsApp, che l'account è stato verificato con il numero di telefono appartenente a Ferdi Karadoruk e che durante l'operazione è stato utilizzato l'indirizzo IP riconducibile a Karadoruk.

KARADORUK SOSTIENE DI ESSERE STATO HACKERATO
È stato riferito che Karadoruk, interrogato nell'ambito dell'inchiesta, ha ammesso di utilizzare la linea in questione da 18 anni e che l'utenza è registrata a nome di sua madre. Karadoruk, difendendosi, ha sostenuto di non aver condiviso lui stesso il contenuto, affermando che nel gennaio 2024 il suo account WhatsApp era stato preso di mira da terzi.
Si nota che, a sostegno di questa tesi, Karadoruk ha presentato al fascicolo gli screenshot di un'e-mail che sostiene di aver inviato al supporto tecnico di WhatsApp il 15 gennaio 2024. Tuttavia, dall'analisi del perito è emerso che l'e-mail, intitolata "Whatsapp Account Blocked! IMPORENT LEVEL!", conteneva solo una segnalazione per la disattivazione dell'accesso all'account, senza alcuna notifica riguardante un furto o un hackeraggio dello stesso.
Il rapporto sottolinea inoltre che la data del 15 gennaio 2024, in cui Karadoruk si è rivolto al supporto tecnico di WhatsApp, coincide con la data in cui è stato generato il rapporto NCMEC in formato PDF.
Nel rapporto redatto dall'esperto di informatica forense e analisi HTS İbrahim Erol, si conclude che, esaminando i dati presenti nel fascicolo, non è stato riscontrato alcun elemento a supporto della tesi di Karadoruk secondo cui l'account WhatsApp utilizzato all'epoca dei fatti sarebbe stato rubato o hackerato da terzi.
Fonte della notizia: 12punto