Due aziende greco-cipriote operanti nella Repubblica di Cipro (GKRY) hanno intentato una causa riguardante rivendicazioni di proprietà su una fabbrica e un terreno nella regione di Gazimağusa, nella Repubblica Turca di Cipro del Nord (RTCN), dove si afferma vengano prodotti i prodotti PepsiCo.
Secondo quanto riportato dal quotidiano Politis, con sede nella Repubblica di Cipro, le società Cyprofruta Limited e Cyprus Farming Company Limited, di proprietà di imprenditori greco-ciprioti, si sono rivolte al Tribunale distrettuale di Nicosia sotto il controllo della GKRY. Nella causa, avviata tramite lo studio legale G. Georgiades & Associates, sono stati richiesti 144 milioni e 150 mila euro a 12 persone fisiche e giuridiche, tra cui la statunitense PepsiCo Inc.
Le società querelanti hanno sostenuto che la fabbrica e il terreno nella zona di Kukla a Gazimağusa appartenevano a loro prima del 1974, che svolgevano attività commerciali nella zona e che gli immobili sono stati utilizzati senza il loro permesso dal 1981. Nell'atto di citazione è stato indicato che Ektam Kıbrıs Limited produce bevande a marchio Pepsi, Pepsi Max, 7Up e Mirinda nel suddetto stabilimento.
Le aziende hanno chiesto la cessazione delle attività della fabbrica, lo sgombero e la consegna degli immobili, nonché il risarcimento delle perdite finanziarie subite negli anni passati. Nell'atto è stato richiesto un canone di locazione di 9 milioni e 150 mila euro per il periodo compreso tra il 1981 e il 30 settembre 2026.
I querelanti, sostenendo di essere stati privati dell'uso degli immobili e dei profitti commerciali per lo stesso periodo, hanno inoltre richiesto un risarcimento di 135 milioni di euro. È stato riferito che nel calcolo il valore locativo annuo degli immobili è stato valutato in 200 mila euro, mentre la perdita derivante dalle attività commerciali è stata stimata in 3 milioni di euro annui su un periodo di 45 anni.
Nella notizia si osserva che le società querelanti hanno inviato una diffida alle parti convenute tramite i loro avvocati il 10 febbraio 2026, richiedendo la cessazione dell'uso della fabbrica e del terreno, la consegna degli immobili e il pagamento dei risarcimenti. Non esiste ancora alcuna decisione giudiziaria in merito alle suddette rivendicazioni di proprietà e risarcimento.
Fonte della notizia: 12punto