Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato di sostenere l'idea di vietare l'esportazione di diesel per contrastare l'aumento dei prezzi del carburante nel Paese. L'uscita di Trump è considerata un cambiamento significativo per l'amministrazione, che finora aveva mantenuto una posizione cauta riguardo alle richieste di imporre restrizioni sulle esportazioni di energia.
Durante una conferenza stampa con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, alla domanda se sostenesse il divieto di esportazione di diesel promosso da alcuni esponenti repubblicani, Trump ha risposto confermando di aver avanzato tale richiesta. Ha dichiarato: “Ho detto di non inviare diesel. Produciamo molto diesel e questo potrebbe avere un certo impatto sulla normale benzina per auto; perché quando lo fai, sai che è una sorta di flusso, un equilibrio. Ma no, l'ho richiesto anch'io. Ho trasmesso questa mia richiesta al mio team”.
“Ho detto di non inviare diesel. Produciamo molto diesel e questo potrebbe avere un certo impatto sulla normale benzina per auto; perché quando lo fai, sai che è una sorta di flusso, un equilibrio. Ma no, l'ho richiesto anch'io. Ho trasmesso questa mia richiesta al mio team.”
Anche il Segretario al Tesoro Scott Bessent, presente alla conferenza stampa al fianco di Trump, ha affermato che l'amministrazione sta esaminando la fattibilità di un simile passo in termini di capacità di raffinazione e le conseguenze di un divieto totale o parziale. Alla domanda sui tempi di una possibile decisione, Trump ha risposto: “Sarà rapido, in un modo o nell'altro”.
SOSTEGNO E DISSENSO TRA I REPUBBLICANI
La pressione dei prezzi del diesel su agricoltori e camionisti ha alimentato il dibattito anche tra i politici repubblicani in vista delle elezioni di metà mandato. Mentre il senatore repubblicano Chuck Grassley ha proposto di bloccare le esportazioni per abbassare i prezzi interni, alcuni repubblicani degli stati agricoli hanno sostenuto questa richiesta. Il leader della maggioranza al Senato, John Thune, ha dichiarato la scorsa settimana di essere “aperto” al divieto di esportazione.
Al contrario, alcuni senatori repubblicani sono cauti riguardo agli effetti del divieto. La senatrice dell'Alaska Lisa Murkowski ha definito “a breve termine” il beneficio di un passo che potrebbe scuotere i mercati globali. Il senatore del Texas John Cornyn ha invece liquidato la proposta come un “trucco”.
Secondo gli analisti, il divieto di esportazione potrebbe abbassare i prezzi interni nel breve periodo, lasciando più diesel sul mercato statunitense. Tuttavia, si sottolinea che la stessa misura potrebbe far aumentare i prezzi globali del diesel, il che finirebbe per ritorcersi contro l'economia statunitense come un costo aggiuntivo.
Anche l'amministratore delegato dell'American Petroleum Institute, Mike Sommers, ha sostenuto che le restrizioni alle esportazioni di energia aggraverebbero i problemi nel settore della raffinazione e potrebbero danneggiare i consumatori. Sommers ha affermato che la soluzione risiede in “più offerta e maggiore flessibilità”.
Fonte della notizia: 12punto