I mercati globali cercano un nuovo equilibrio nella giornata di scambi odierna, dopo che la Federal Reserve (Fed) ha proceduto a un rialzo dei tassi per la prima volta dal 2023. L'aumento del tasso di riferimento di 25 punti base, portandolo nell'intervallo 3,75-4% in linea con le aspettative, ha incrementato la pressione di vendita ieri alla Borsa di New York, mentre oggi si osserva un andamento più ottimistico nei mercati dei futures.
Nel comunicato della Fed è stato sottolineato che l'attività economica sta crescendo a un ritmo solido, che la crescita della produttività rimane forte e che gli investimenti di capitale restano resilienti. È stato inoltre indicato che la crescita dell'occupazione procede allo stesso ritmo dell'espansione della forza lavoro e che non si sono registrati cambiamenti significativi nel tasso di disoccupazione. Il fatto che la decisione sia stata presa all'unanimità è stato uno degli elementi di rilievo nelle valutazioni di mercato.
La previsione sull'inflazione della Fed per quest'anno è stata alzata dal 3,6% al 3,7%. Mentre la stima per il 2027 è stata mantenuta al 2,3%, l'aspettativa per il 2028 è stata rivista dal 2% al 2,1%. L'obiettivo di inflazione per il 2029 è stato fissato al 2%. Il "dot plot", che mostra le aspettative sui tassi dei membri del FOMC, ha rivelato che 16 funzionari su 18 prevedono almeno un altro rialzo dei tassi quest'anno.
Il presidente della Fed, Kevin Warsh, ha dichiarato che i dati sull'inflazione annunciati durante i mesi estivi non hanno mostrato miglioramenti significativi nelle tendenze di fondo, affermando che il rialzo dei tassi è un passo corretto per raggiungere l'obiettivo di stabilità dei prezzi. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha invece chiesto, dopo la decisione, che i tassi di interesse vengano ridotti all'1% o a livelli inferiori.
L'EFFETTO FED SUI MERCATI
Con il rafforzamento delle aspettative che la Fed manterrà una politica monetaria restrittiva, l'indice del dollaro ha superato la soglia di 100 per la prima volta dal 4 agosto. Mentre l'indice si muove lateralmente a 100,3 nella nuova giornata, il rendimento dei titoli di Stato americani a 10 anni si attesta al 5,01%. Il prezzo al barile del petrolio Brent con scadenza a novembre ha mantenuto un andamento laterale dopo essere sceso del 2,7% a 105,8 dollari ieri. Il prezzo dell'oro spot è scambiato in rialzo dello 0,5% a 4.287 dollari.
La Borsa di New York ha chiuso la giornata in ribasso dopo la decisione della Fed. L'indice Dow Jones è sceso dell'1,21%, l'indice S&P 500 dello 0,45% e l'indice Nasdaq dello 0,01%. Le preoccupazioni riguardo ai possibili effetti dei tassi elevati sulla crescita del credito e sull'attività economica hanno accelerato le vendite, in particolare sui titoli bancari; JPMorgan Chase ha perso l'1%, Bank of America il 2,7%, Wells Fargo il 3% e Goldman Sachs il 4%.
I contratti futures sugli indici negli Stati Uniti hanno iniziato la giornata in positivo. È stato riferito che le notizie riguardanti progressi nel disegno di legge volto a regolare i costi energetici nei data center hanno influenzato il rialzo, in particolare nei contratti futures del Nasdaq. Sul fronte dei dati macroeconomici, è stato monitorato anche il fatto che il tasso sui mutui a 30 anni negli Stati Uniti ha raggiunto il 6,97% la scorsa settimana, toccando il livello più alto da maggio 2025.
Nelle borse europee, ieri ha prevalso un andamento positivo grazie al calo dei prezzi del petrolio e alla riduzione della pressione di vendita sul mercato obbligazionario. Mentre l'inflazione annuale nel Regno Unito è salita al 3,1%, toccando il massimo da cinque mesi, l'attenzione dei mercati si è spostata oggi sulla decisione sui tassi della Banca d'Inghilterra (BoE). Mentre si prevede che la BoE mantenga invariato il tasso di riferimento, si sta valutando la possibilità di un rialzo dei tassi nella riunione di novembre a causa delle crescenti pressioni inflazionistiche.
Nelle borse asiatiche prevale un quadro misto. Verso la chiusura, in Corea del Sud l'indice Kospi è salito dello 0,9%, in Giappone l'indice Nikkei 225 dello 0,1%; a Hong Kong l'indice Hang Seng è sceso dello 0,7%, in Cina l'indice composito di Shanghai dello 0,4%. Anche la decisione sui tassi della Banca del Giappone di domani è seguita con attenzione nella regione.
A livello nazionale, l'indice BIST 100 della Borsa di Istanbul ha perso ieri il 5,54%, chiudendo a 13.122,58 punti. Il cambio dollaro/lira turca ha chiuso la giornata in rialzo dello 0,1% a 48,6560, mentre oggi viene scambiato a 48,6750 all'apertura del mercato interbancario. Gli analisti monitorano 13.000 e 12.900 punti come supporto e 13.300 e 13.400 punti come resistenza per il BIST 100.
Fonte della notizia: 12punto