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L'oro torna a salire: il sostegno di dollaro e petrolio

L'oro spot è salito dello 0,2% a 4.346,65 dollari, mentre i mercati si concentrano sul percorso dei tassi di interesse dopo la Fed e sugli sviluppi in Medio Oriente.

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Pubblicato: 18.09.2026 07:54 Aggiornato: 18.09.2026 07:54
L'oro torna a salire: il sostegno di dollaro e petrolio

I prezzi dell'oro hanno ripreso a muoversi verso l'alto nell'ultima giornata di scambi della settimana. Il calo di circa l'1% registrato nei prezzi del petrolio e il ritracciamento del dollaro dai massimi raggiunti di recente sono emersi come fattori di sostegno per la quotazione del metallo prezioso.

L'oro spot è salito dello 0,2% a 4.346,65 dollari. I contratti futures sull'oro negli Stati Uniti sono invece scesi dello 0,3% a 4.385,70 dollari. L'indebolimento del dollaro può sostenere la domanda, rendendo l'oro, quotato in dollari, più accessibile per gli investitori che utilizzano altre valute.

Sui mercati, oltre agli sviluppi geopolitici in Medio Oriente, vengono monitorate da vicino le mosse di politica monetaria delle principali banche centrali. Si valuta che i forti cali dei prezzi del petrolio possano ridurre le aspettative di inflazione e di rialzo dei tassi, mentre, al contrario, la tensione geopolitica potrebbe esercitare pressione sulla crescita globale.

SI MONITORANO I MESSAGGI DELLE BANCHE CENTRALI

Nel mercato dell'oro, anche la decisione sui tassi della Federal Reserve (Fed) statunitense è rimasta al centro dell'agenda. Il fatto che la Fed abbia aumentato i tassi di interesse mercoledì e abbia segnalato la possibilità di ulteriori rialzi nei prossimi mesi è visto come uno degli elementi di pressione sull'oro, che non genera interessi.

Nonostante ciò, Goldman Sachs ha mantenuto la sua previsione sul prezzo dell'oro per la fine del 2027 a 5.400 dollari, nonostante le misure di politica monetaria restrittiva della Fed. La banca ha affermato che tassi più elevati potrebbero limitare la velocità della crescita dell'oro, ma non si prevede che invertano completamente la tendenza principale.

La Banca d'Inghilterra ha mantenuto invariato il tasso di riferimento giovedì, inviando però il messaggio che in futuro potrebbe essere necessario un aumento dei tassi. Si prevede invece che la Banca del Giappone alzerà venerdì il tasso di riferimento al livello più alto degli ultimi 31 anni, lasciando la porta aperta a ulteriori misure contro i rischi di inflazione.

Anche il quadro generale dei metalli preziosi è rimasto positivo. L'argento spot è salito dello 0,7% a 65,61 dollari, avviandosi verso un guadagno settimanale. Il platino è aumentato dell'1% a 1.785,80 dollari, mentre il palladio è salito dello 0,2% a 1.294,41 dollari.


Fonte della notizia: 12punto

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