Sui mercati globali, l'inizio della nuova giornata di scambi è stato segnato da una crescente pressione di vendita guidata dai titoli tecnologici. L'aumento della tensione geopolitica in Medio Oriente, gli interrogativi sul settore dell'intelligenza artificiale e gli sviluppi riguardanti le aziende produttrici di chip hanno indebolito l'interesse degli investitori per gli asset rischiosi.
Anche le questioni geopolitiche sono monitorate da vicino sui mercati. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, in una dichiarazione sugli attacchi contro l'Arabia Saudita, ha affermato: “Gli Houthi stanno facendo cose sbagliate, e anche molto sbagliate. Questa situazione non va affatto bene”. Trump ha inoltre sostenuto che il cessate il fuoco energetico raggiunto tra Russia e Ucraina è stato violato da “entrambe le parti”, pur insistendo sul fatto che l'accordo rimane in vigore.
Sul fronte tecnologico, le notizie riguardanti i progressi compiuti dal produttore di chip cinese CXMT nello sviluppo dei propri componenti hanno aumentato la pressione di vendita sulle aziende tecnologiche globali. Anche i messaggi provenienti dalla Federal Reserve statunitense hanno influenzato le quotazioni di mercato. La presidente della Fed di Cleveland, Beth Hammack, ha dichiarato che sarebbe opportuno mantenere una politica monetaria restrittiva affinché l'inflazione torni all'obiettivo del 2%.
In questo scenario, il rendimento del titolo di Stato decennale statunitense è sceso di 4 punti base, attestandosi al 5,20%. L'indice del dollaro si è stabilizzato a quota 102,4, dopo aver registrato il livello più alto dall'aprile 2025 a 102,6.
IN ASIA PREVALGONO LE VENDITE SUL SETTORE TECNOLOGICO
Mentre a Wall Street le aziende tecnologiche hanno perso valore, l'ondata di vendite è stata avvertita con maggiore intensità sui mercati asiatici. Negli Stati Uniti, Micron Technology ha perso il 4%, Nvidia l'1,3%, Broadcom l'1,9% e AMD il 2,3%. In Asia, SK Hynix ha perso il 10,6%, Samsung Electronics l'8,4% e LG Innotek l'8,6%.
Negli scambi vicini alla chiusura degli indici regionali, l'indice sudcoreano Kospi ha registrato un calo del 6,6%, l'indice giapponese Nikkei 225 del 2,1%, l'indice di Hong Kong Hang Seng dello 0,4% e l'indice composito cinese di Shanghai dello 0,3%. In Giappone, l'indice dei prezzi alla produzione di settembre è sceso dello 0,3% su base mensile, mentre è aumentato del 6,8% su base annua.
Le borse europee hanno invece mostrato un andamento più solido nelle contrattazioni di ieri. In Germania il DAX 40 è salito dello 0,76%, nel Regno Unito il FTSE 100 dello 0,99%, in Francia il CAC 40 dello 0,38% e in Italia il FTSE MIB dello 0,58%. A livello societario, si sono distinti gli aumenti dei titoli di Nordex Group e Rheinmetall.
Sui mercati delle commodity, il prezzo del barile di petrolio Brent con consegna a dicembre, pur scendendo dello 0,9% a 105,7 dollari, mantiene prezzi elevati a causa dei rischi legati al Medio Oriente. Il prezzo dell'oro, influenzato anche dalla limitata flessione dell'indice del dollaro e dei prezzi del petrolio, è aumentato dello 0,6% salendo a 4.198 dollari.
A livello nazionale, nella giornata in cui hanno prevalso le vendite alla Borsa di Istanbul, l'indice BIST 100 ha chiuso in calo dello 0,94% a 12.150,67 punti. Il cambio dollaro/lira turca ha terminato la giornata di ieri a 49,2918; all'apertura del mercato interbancario nella nuova giornata, è stato scambiato a 49,3600, con un aumento dello 0,1%.
L'agenda odierna dei mercati prevede la pubblicazione dei dati sulla bilancia dei pagamenti in Turchia. Gli economisti che hanno partecipato al sondaggio sulle aspettative della bilancia dei pagamenti di AA Finanza prevedono che il conto delle partite correnti registrerà un avanzo di 3 miliardi 502,9 milioni di dollari ad agosto. Dal punto di vista tecnico, per il BIST 100 si monitorano i livelli di supporto a 12.100 e 12.000 punti, e i livelli di resistenza a 12.300 e 12.400 punti.
Fonte della notizia: 12punto