In Europa, 44 associazioni industriali che rappresentano settori strategici come quello metallurgico, chimico e della componentistica automobilistica hanno lanciato un appello ai paesi dell'Unione Europea affinché adottino misure urgenti contro le pratiche commerciali cinesi. Le associazioni hanno sottolineato che le condizioni attuali stanno esercitando una pressione sull'industria manifatturiera europea e potrebbero aumentare le perdite di posti di lavoro.
L'appello giunge in un momento in cui l'UE sta cercando di ridurre il deficit commerciale di beni con la Cina, che supera il miliardo di euro al giorno. In vista dei colloqui che i leader europei terranno a Bruxelles, i rappresentanti dell'industria hanno chiesto un uso più efficace degli strumenti di difesa commerciale e lo sviluppo di nuovi meccanismi contro le distorsioni del mercato causate dagli interventi statali.
Le associazioni industriali hanno inoltre sostenuto che la capacità della Commissione Europea in questo settore debba essere rafforzata. Tra le richieste figura anche l'aumento del personale all'interno della Commissione che si occupa dei processi di difesa commerciale.
Nei colloqui, si segnala che in particolare le auto ibride ricaricabili, così come i materiali plastici e compositi, sono al centro dell'attenzione. Mentre nei contatti di Pechino del Commissario europeo al Commercio Maros Sefcovic si è discusso della limitazione delle esportazioni cinesi, viene indicato che, in caso di mancati risultati, potrebbero essere presi in considerazione quote e dazi doganali aggiuntivi.
È stato inoltre riferito che il Presidente francese Emmanuel Macron e il Cancelliere tedesco Friedrich Merz hanno proposto alla Commissione Europea di conferire poteri più ampi per limitare l'accesso al mercato comune ai prodotti considerati distorsivi della concorrenza.
Fonte della notizia: 12punto