Il primo lungometraggio di Felipe Gàlves, I coloni (Los Colonos), invita lo spettatore a un profondo confronto sulla natura del colonialismo.
Ambientata all'inizio del XX secolo nella regione della Terra del Fuoco, in Sud America, la storia racconta il rapporto tra i coloni provenienti dall'Europa e le popolazioni indigene, rivelando il trattamento disumano a cui è stata sottoposta la gente del posto.
Questa storia cruda, in cui la dose di violenza e tensione aumenta progressivamente, utilizza le caratteristiche tipiche del genere western per affrontare, accompagnata da una splendida cinematografia, una questione che porta con sé echi politici universali.
METTE A NUD LA SPIRALE DI VIOLENZA
La storia inizia quando il ricco proprietario terriero José Menéndez, noto come il "Re dell'oro bianco", assolda tre uomini per recintare i suoi terreni: il film, che si concentra su un tenente britannico ribelle, un giovane meticcio cileno e un mercenario americano, mette a nudo la spirale di violenza avviata da Menéndez per ripulire le sue terre dagli indigeni.
I coloni, che fa luce sul genocidio dei Selk'nam, evento che occupa un posto importante nella memoria nazionale del Cile, incontrerà il pubblico sulla piattaforma MUBI a partire dal 29 marzo.
Fonte della notizia: 12punto