Tra le persone fermate nell'ambito dell'omicidio di Narin Güran figurava anche R.K., l'imam della moschea del quartiere di Tavşantepe, nel distretto centrale di Bağlar a Diyarbakır.
L'imam R.K. era stato rilasciato dopo essere stato interrogato dalla gendarmeria.
ERA STATA APERTA UN'INDAGINE
La Presidenza degli Affari Religiosi (Diyanet) aveva avviato un'indagine amministrativa in merito alle accuse circolate sui social media e sulla stampa riguardanti l'imam della moschea del quartiere di Tavşantepe, R.K.
È stato sostenuto che dal telefono dell'imam R.K., sequestrato per essere esaminato, siano emersi numerosi video e corrispondenze a contenuto sessuale che lo vedrebbero coinvolto in prima persona.
Si era ipotizzato che, durante l'interrogatorio, alla domanda posta all'imam del villaggio di Tavşantepe, dove Narin è stata uccisa: "Nel suo telefono ci sono molti video pornografici, in uno di questi c'è un video di sesso di gruppo in cui compare anche lei", l'uomo avesse risposto: "Abbiamo conosciuto una coppia sposata, poi sono venuti a Diyarbakır e siamo stati insieme".
SOSPESO DAL SERVIZIO
Durante una diretta su tv100, Devrim Tosunoğlu ha comunicato che la Diyanet ha sospeso l'imam R.K. La corrispondente di tv100, Canan Altıntaş, ha confermato quanto riportato da Tosunoğlu.
Fonte della notizia: 12punto