Ramazan Gülten, detenuto nel carcere di Silivri, aveva presentato istanza alla Procura della Repubblica di Istanbul per poter essere presente durante il parto, sottolineando che sua moglie, Pınar Çalışkan, sta affrontando una gravidanza a rischio.
I suoi avvocati, Hüseyin Ersöz ed Enes Ermaner, hanno dichiarato che la coppia ha intrapreso un lungo percorso per avere un figlio tramite fecondazione in vitro e che questa gravidanza è stata valutata dai medici come "ad alto rischio".
Gülten, sottolineando che il parto è un momento critico sia per la madre che per la bambina, ha riferito che la sua richiesta di "partecipazione al parto" è stata respinta dalla Direzione del Carcere e dalla Procura di Sorveglianza con la motivazione che non esiste un tale permesso previsto dal regolamento.
RICHIESTE UFFICIALI SENZA RISPOSTA
Gülten, nella lettera che ha scritto, ha espresso le seguenti parole: "Quando sono stato arrestato, mia moglie era incinta di sei mesi. Ora il parto si avvicina. Voglio non lasciarla sola e testimoniare la nascita di mia figlia. Ho scritto petizioni al Ministero, ma non ho ancora ricevuto risposta. La Direzione del Carcere e la Procura di Sorveglianza hanno respinto la mia istanza dicendo che 'il parto non è elencato tra le situazioni per cui può essere concesso un permesso per motivi familiari nel regolamento'".
Fonte della notizia: 12punto