Riunitesi nel distretto di Marmaris, nella provincia di Muğla, le Forze del Lavoro e della Democrazia di Marmaris hanno tenuto una conferenza stampa in merito alle accuse di speculazione su borsa e fondi. Nella dichiarazione è stato sottolineato che quanto accaduto non può essere considerato una “semplice corruzione”, ponendo l'accento sulle responsabilità politiche.
Prima della dichiarazione, è stato osservato un minuto di silenzio per le 104 persone che hanno perso la vita nel massacro della stazione di Ankara il 10 ottobre 2015. Nella nota, in cui si afferma che “ogni dolore di cui non si chiede conto apre la porta a uno nuovo”, si sostiene che lo scandalo dei fondi abbia raggiunto un costo economico di 90 miliardi di dollari, colpendo circa 455 mila vittime e, insieme alle loro famiglie, circa 2 milioni di persone.
Durante la manifestazione sono stati esposti striscioni e cartelli con le scritte: “Il FONDO con i soldi del popolo vi rimarrà sullo stomaco!”, “Chi semina miseria raccoglie rabbia, chi semina oppressione raccoglie resistenza!” e “Gli speculatori risponderanno al popolo!”.
Nella conferenza stampa è stato espresso che centinaia di migliaia di persone, che avevano investito i propri risparmi fidandosi del sistema, sono state vittima di un raggiro. È stato inoltre sostenuto che le istituzioni competenti fossero a conoscenza delle accuse, ma che non siano stati presi i provvedimenti necessari.
Il Ministro ha dichiarato 10 mesi fa che c'erano manipolazioni nei fondi. Le istituzioni sapevano, l'unica parte a non sapere erano i cittadini che vi avevano investito i propri soldi. L'ex vice capo del MASAK afferma: ‘Questo lavoro non può essere fatto senza una protezione politica’. Da Marmaris chiediamo: c'era un ordine che diceva ‘non indagate su questa rapina’ per dieci mesi? Se c'era, chi è il politico che ha dato quell'ordine?
Nella dichiarazione sono state criticate anche le valutazioni provenienti dal fronte governativo, secondo cui “eventi del genere accadono in tutto il mondo”. Mentre è stato sottolineato che in altri Paesi, di fronte ad accuse simili, verrebbe aperta un'indagine parlamentare, è stato sostenuto che in Turchia chi lancia avvertimenti e i giornalisti che portano la questione all'attenzione pubblica vengono presi di mira.
Nella nota, che esprime anche reazioni contro l'appello del capogruppo dell'AKP, Abdullah Güler, rivolto a coloro che avrebbero ottenuto guadagni illeciti affinché li “restituiscano”, si legge: “Coloro che hanno ridotto il Paese alla necessità della pratica del ‘pane in sospeso’, ora avviano una pratica di ‘coscienza in sospeso’ per elemosinare pietà dai ladri. La vostra coscienza può rimanere in sospeso, ma questo conto non rimarrà in sospeso”.
QUATTRO RICHIESTE ELENCATE
Al termine della dichiarazione, le Forze del Lavoro e della Democrazia di Marmaris hanno condiviso con l'opinione pubblica le proprie richieste in merito al processo.
- 1. È stata richiesta l'immediata istituzione di una Commissione parlamentare d'inchiesta.
- 2. È stato chiesto che vengano resi noti i responsabili dei 10 mesi di silenzio e, se presenti, i politici che hanno impartito ordini.
- 3. È stato richiesto che i nomi di coloro che hanno trasferito denaro all'estero vengano resi pubblici e che vengano avviate iniziative per riportare i fondi nel Paese.
- 4. È stato dichiarato che non dovrebbero essere processati coloro che hanno lanciato l'allarme, bensì gli speculatori; e che il danno dovrebbe essere risarcito non dalle tasche dei cittadini, ma attraverso il sequestro dei beni dei colpevoli.
Fonte della notizia: 12punto