La Procura della Repubblica di Bakırköy ha rilasciato una dichiarazione scritta in seguito alle notizie secondo cui ai detenuti imputati nel processo contro l'İBB (Municipalità Metropolitana di Istanbul), in corso a Silivri, non sarebbe stato permesso di bere il tè durante le pause delle udienze.
Nella dichiarazione, facendo riferimento al relativo articolo del "Regolamento sull'alimentazione dei condannati e dei detenuti e del personale degli istituti penitenziari", è stato precisato che ai detenuti che partecipano alle udienze vengono forniti pasti al sacco per i loro pasti. La Procura ha comunicato che non esiste alcuna base legale per servire tè o caffè prima o durante le pause delle udienze e che, pertanto, una tale pratica non viene applicata per nessun detenuto.
Nella nota della Procura è stato inoltre affermato che non vi è alcuna restrizione per i detenuti e i condannati riguardo al consumo di tè nelle stanze in cui risiedono all'interno degli istituti penitenziari.
***
Era stato sostenuto che a Ekrem İmamoğlu e agli altri imputati, detenuti nell'ambito del processo İBB, non fosse permesso bere il tè nella sezione di custodia della nuova aula dove si tengono le udienze a Silivri. Secondo quanto riportato da Cumhuriyet, la pratica sarebbe stata mantenuta per motivi di "sicurezza", nonostante le udienze potessero protrarsi fino a 15 ore in alcuni giorni.
Era emerso inoltre che i familiari dei detenuti si erano offerti di coprire personalmente le spese per il tè da servire durante le pause delle udienze, ma che tale richiesta non era stata accettata. Nella dichiarazione della Procura non è stata fornita alcuna valutazione specifica sul motivo per cui tale richiesta delle famiglie sia stata respinta.
Fonte della notizia: 12punto