Il quattordicenne Berkin Elvan era stato colpito alla testa da un lacrimogeno sparato dal poliziotto Fatih Dalgalı il 16 giugno 2013, durante le proteste di Gezi. Elvan, dopo aver trascorso mesi in coma, è deceduto l'11 marzo 2014. Al termine di un lungo processo, il poliziotto Fatih Dalgalı era stato condannato a 16 anni e 8 mesi di reclusione per il reato di "omicidio volontario con dolo eventuale di un minore".
IL PRIMO SOPRALLUOGO EFFETTUATO DOPO 6 ANNI
Il primo sopralluogo nel luogo in cui Berkin Elvan fu colpito è stato effettuato il 10 aprile 2019. Il rapporto, redatto in seguito alle misurazioni effettuate dalla casa della famiglia Elvan a Okmeydanı fino al punto in cui il poliziotto ha sparato, per verificare se fosse possibile per l'agente colpire Elvan, è stato presentato in tribunale il 18 giugno 2019.
Mentre l'indagine sulla morte di Elvan si è conclusa dopo 1.270 giorni, il processo è stato avviato con l'atto d'accusa preparato il 20 dicembre 2016.
Al termine del lungo processo, il poliziotto Fatih Dalgalı era stato condannato a 16 anni e 8 mesi di reclusione per il reato di "omicidio volontario con dolo eventuale di un minore". La pena era stata confermata due anni fa anche dalla 1ª Sezione Penale del Tribunale Regionale d'Appello di Istanbul.

DALGALI È LIBERO, GLI AVVOCATI DI ELVAN IN CARCERE
Il poliziotto che ha strappato la vita a Berkin Elvan non ha trascorso finora nemmeno un giorno in prigione. Dopo la conferma della condanna di Fatih Dalgalı da parte della Corte di Cassazione, si pone ora la questione del suo ingresso in carcere.
Mentre il poliziotto assassino non ha scontato nemmeno un giorno di detenzione, l'avvocata della famiglia Elvan, Oya Aslan, e Can Atalay, nonostante sia stato eletto deputato per la provincia di Hatay, rimangono detenuti illegalmente a causa della condanna nel processo Gezi, nonostante le sentenze della Corte Costituzionale (AYM).
Anche Oya Aslan, una delle avvocate del caso, è detenuta dal 2019.
Fonte della notizia: 12punto