M.A., che risiedeva nel seminterrato di un condominio in via 6423, nel quartiere Yunus Emre del distretto di Pamukkale, ha notato una luce provenire da una presa multipla a muro. Insospettito, M.A. ha smontato la copertura della presa e ha trovato una telecamera nascosta all'interno. Dopo aver registrato con il proprio cellulare le immagini del dispositivo, posizionato in modo da inquadrare il letto e il bagno, M.A. si è recato immediatamente alla stazione di polizia per sporgere denuncia.
TROVATE TELECAMERE IN ALTRI TRE APPARTAMENTI
Durante le indagini avviate dalle squadre di polizia, sono state scoperte telecamere nascoste all'interno delle prese elettriche in altri tre appartamenti, di proprietà di Murat Filiz, affittati a ore o a giornata. Nelle schede di memoria delle telecamere rinvenute negli appartamenti di Filiz, arrestato nell'ambito dell'inchiesta, sono state trovate le immagini intime di numerose persone.
EMERSE LE DICHIARAZIONI DI FILIZ
Durante l'interrogatorio in centrale, Murat Filiz ha dichiarato di aver installato le telecamere "per fantasia" e di vergognarsi per quanto accaduto. La polizia ha accertato che Filiz aveva collegato le telecamere a una connessione internet, permettendogli di guardare le registrazioni in diretta dal suo cellulare e di salvarle contemporaneamente.
AUMENTA IL NUMERO DELLE DENUNCE
Dopo l'emergere dello scandalo, altre quattro persone che avevano soggiornato in precedenza negli appartamenti, temendo di essere state riprese, si sono rivolte alla polizia per sporgere denuncia. Il numero delle vittime è così salito, per il momento, a cinque.
Le indagini sull'accaduto sono condotte dalla Sezione Omicidi della Squadra Mobile della Direzione di Polizia Provinciale di Denizli.
Fonte della notizia: 12punto