La Procura Generale di Ankara ha intentato una causa contro 45 persone che hanno partecipato a una dichiarazione alla stampa che si voleva tenere il 7 luglio nel Parco Kurtuluş per protestare contro il 36° Vertice dei Capi di Stato e di Governo della NATO.
Tra le persone a processo figurano anche la presidente generale di Halkevleri Linda Sevinç Hocaoğulları, il presidente provinciale di Ankara del Partito dei Lavoratori della Turchia (TİP) Fırat Çoban, il presidente provinciale di Ankara del Partito del Lavoro (EMEP) Rüstem Kahraman e la presidente provinciale di Ankara del Partito del Movimento dei Lavoratori (EHP) Öykü Ilgın Gürses.
Agli indagati è stata mossa l'accusa di “partecipazione disarmata a riunioni e manifestazioni illegali e mancata dispersione spontanea nonostante l'avvertimento”.
NELL'ATTO D'ACCUSA L'ENFASI SUL DIVIETO DELLA PREFETTURA
Nell'atto d'accusa si precisa che, in linea con la decisione presa durante la riunione della NATO tenutasi all'Aia, nei Paesi Bassi, il 24-25 giugno 2025, è stato stabilito che la 36ª riunione della NATO si terrà ad Ankara İl 7-8 luglio 2026.
È stato ricordato che, con la decisione della Prefettura di Ankara del 22 giugno 2026, sono stati vietati in tutta la città riunioni, cortei, dichiarazioni alla stampa, azioni di protesta ed eventi simili tra il 28 giugno e il 10 luglio. Nell'atto d'accusa si nota che il 7 luglio le forze dell'ordine avevano preso misure di sicurezza nei dintorni di Kızılay.
Nell'atto d'accusa della Procura Generale si afferma che il gruppo affiliato al TİP e ad Halkevleri, che voleva attraversare viale Libya per raggiungere il Parco Kurtuluş, ha intonato vari slogan. Si sostiene che le forze dell'ordine abbiano avvertito i gruppi di disperdersi, ma che nonostante ciò il gruppo non si sia disperso.
Nell'atto d'accusa si riporta che alcuni indagati si sono avvalsi della facoltà di non rispondere durante gli interrogatori, mentre altri non hanno accettato le accuse. La Procura ha chiesto che gli indagati vengano processati e puniti ai sensi degli articoli pertinenti.
Il presidente provinciale del TİP di Ankara, Fırat Çoban, ha invece reagito alla causa con una dichiarazione sul suo account social. Affermando di essere stati “fermati illegalmente” a luglio, Çoban ha dichiarato: “Ne siamo onorati. L'11 novembre saremo noi a processare la NATO e i suoi collaboratori locali”.
Fonte della notizia: 12punto