Si era ipotizzato che si fosse autolesionata: nuova decisione della Procura su Dilan Polat

La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Istanbul Anadolu ha disposto il trasferimento di Dilan Polat, attualmente in custodia cautelare nell'ambito dell'inchiesta per "riciclaggio di proventi illeciti", "violazione della legge sulle scommesse e sui giochi d'azzardo in eventi sportivi" e "costituzione e partecipazione a un'organizzazione criminale", presso l'Istituto di Medicina Legale.

İHA

Prosegue l'inchiesta condotta dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Istanbul Anadolu nei confronti di 16 indagati, tra cui Engin Polat e Dilan Polat.

Nell'ambito dell'indagine, l'avvocato di Dilan Polat, detenuta presso il Carcere Femminile di Bakırköy, ha presentato una richiesta di scarcerazione alla Procura, sostenendo che le condizioni di salute della sua assistita non siano compatibili con la detenzione in carcere.

Valutata l'istanza, la Procura ha inviato una comunicazione al Carcere Femminile di Bakırköy, disponendo il trasferimento di Dilan Polat presso la struttura dell'Istituto di Medicina Legale più vicina.

L'ITER DELL'INCHIESTA

Nelle operazioni condotte a partire dal 1° novembre 2023 in 6 province con base a Istanbul, erano stati fermati 24 sospettati, tra cui Dilan Polat e suo marito Engin Polat.

Nel corso dell'inchiesta, dopo il sequestro di materiale digitale e documenti contabili presso le loro aziende, il MASAK (Consiglio per l'investigazione sui crimini finanziari) aveva redatto un rapporto preliminare. Nel documento era emerso che, attraverso l'emissione di fatture false per operazioni commerciali fittizie, erano stati fatti confluire 200 milioni di lire da 3 aziende in liquidazione verso società appartenenti ai membri della famiglia.

Dopo aver accertato che il denaro veniva trasferito tra le società della famiglia e infine convogliato nella Milda Gayrimenkul, azienda di proprietà di Engin Polat, per l'acquisto di immobili e numerosi veicoli, le squadre della Sezione Anticrimine Finanziario di Istanbul avevano identificato gli indagati e condotto operazioni simultanee in 43 indirizzi a Istanbul, Ankara, Yalova, Ordu, Kırklareli e Manisa.

Proseguendo le indagini, gli inquirenti avevano scoperto che una società medica appartenente a Dilan e Engin Polat aveva ceduto i diritti del marchio a un'altra azienda ad Ankara, e che si stava tentando di trasferire 1 milione e 800 mila lire presenti sul conto di quest'ultima verso i conti personali dei soci.

Mentre 16 dei sospettati, tra cui Dilan Polat, Engin Polat e Sıla Doğu, sono stati arrestati, il giudice ha disposto l'amministrazione giudiziaria per 27 società.

DIVIETO DI ESPATRIO PER GLI INFLUENCER

Nell'ambito dell'inchiesta, alcune persone presenti in una foto pubblicata da Dilan Polat sui social media nel 2019, sotto il titolo "champions league", sono state identificate e coinvolte nell'indagine; la Procura ha richiesto l'imposizione del divieto di espatrio per questi influencer.

Il 2° Giudice di Pace Penale di Anadolu ha imposto il divieto di espatrio agli influencer Eylül Öztürk Özkan, Feyzanur Başar, İleyda Topal, İlke Ela Göz, Kadir Yiğit, Mervenur Korkut, Muhammet Oğuz Başar, Murat Yiğit, Nurgül Yiğit, Tolunay Topal, Tuğba Demirhan, Yavuz Selim Korkut, Habip Özsefil, Huri Özsefil e Özge Duman.

Nel corso dell'inchiesta, il giudice di pace penale, durante la revisione mensile della custodia cautelare, aveva disposto la scarcerazione dei 16 indagati in relazione al reato di "violazione della legge di procedura fiscale".

Il giudice ha tuttavia confermato la custodia cautelare per i reati di "costituzione e partecipazione a un'organizzazione criminale", "riciclaggio di beni derivanti da reato" e "violazione della legge sulla regolamentazione delle scommesse e dei giochi d'azzardo in eventi sportivi".