Richiesta una condanna a 22,5 anni: disposta una perizia nel processo allo chef Somer Sivrioğlu
A seguito del crollo del muro di contenimento del lussuoso ristorante dello chef Somer Sivrioğlu a Etiler, un ex diplomatico giordano rimasto sotto le macerie ha perso la vita, mentre un'altra persona è rimasta gravemente ferita. Nel processo contro Sivrioğlu, per il quale è stata richiesta una pena fino a 22,5 anni di reclusione, il tribunale ha deciso di effettuare un sopralluogo sul luogo dell'incidente.
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Il 20 maggio dello scorso anno, il muro di contenimento del lussuoso ristorante di Etiler, rilevato dal noto chef di MasterChef Somer Sivrioğlu, era crollato.
In quel momento, l'ex diplomatico giordano Ahmet Muhammed Salem Lubbad, che stava passando di lì, è rimasto schiacciato sotto il muro ed è deceduto.
Baha Eddin Ali Hafez Shanableh è rimasto invece ferito. La Procura della Repubblica di Istanbul ha completato l'atto d'accusa relativo all'incidente.
Nell'atto d'accusa, Somer Sivrioğlu, Sakine Öçal, Gülay Kula, Sevinç Kula, Mehmet Levent Kula, Kazım Evirgen e Kadri Berk Cemal figurano come indagati. È stato rilevato che gli indagati, pur essendo in una posizione tale da poter prevedere il rischio di morte o lesioni causato dal crollo del muro del giardino, hanno continuato a utilizzare la struttura senza ottenere le necessarie autorizzazioni e senza provvedere a manutenzione, ristrutturazione, riparazione o consolidamento.
Per i 7 soggetti è stata richiesta una pena detentiva da 2 anni e 8 mesi fino a 22 anni e 6 mesi ciascuno per il reato di "causazione di morte e lesioni per colpa cosciente".
'È UN MURO DI CONTENIMENTO APPARTENENTE ALLA STRADA'
All'udienza tenutasi presso il Tribunale Penale Pesante di Istanbul hanno partecipato gli avvocati delle parti e l'imputato a piede libero Kazım Evirgen. È emerso che la mappa relativa alla proprietà è pervenuta dal LİHKAB.
L'esercente Kazım Evirgen, chiamato a rendere la propria difesa, ha dichiarato di aver affittato il ristorante oggetto del processo dal proprietario 45 anni fa e di averlo successivamente gestito come attività di ristorazione, affermando: "Il muro non rientra nei confini della proprietà che ho affittato, dove si trovavano le vittime. Si tratta di un muro di contenimento appartenente alla strada. Il responsabile di questo muro è il comune".
'NON ACCETTO L'ACCUSA'
Sottolineando di non aver fatto eseguire alcun intervento che potesse causare il crollo del muro, Evirgen ha aggiunto: "Anche io frequento il ristorante. Non ho notato alcuna deformazione o inclinazione nel muro. Non accetto l'accusa. Se i cittadini avessero notato un'inclinazione nel muro e avessero chiamato il comune, perché non sono state prese precauzioni? Il responsabile di questo evento è il comune", chiedendo quindi l'assoluzione.
Il collegio giudicante ha deciso di effettuare un nuovo sopralluogo sul luogo dell'incidente, in linea con i CD e i documenti pervenuti dal LİHKAB, e di far redigere una perizia da un ingegnere cartografo e un ingegnere civile per determinare, nell'ambito della presunta utilizzazione effettiva, se il muro in questione ricada o meno all'interno di un'area di proprietà privata.
Il tribunale ha inoltre deciso di ascoltare il testimone dell'incidente, l'ambasciatore libico Abdurrazag Mukhtar Ahmed Abdulgader, e ha rinviato l'udienza.