Processo per la sparatoria contro Banu Parlak: presentata la requisitoria, richiesta la condanna per la famiglia Polat
È stata presentata la requisitoria nel processo relativo all'attacco a colpi di arma da fuoco contro il centro estetico di Banu Parlak. Per Dilan, Engin e Sezgin Polat è stata richiesta una pena detentiva da 2 a 5 anni con l'accusa di "istigazione a delinquere".
12punto
Il centro estetico di proprietà della nota influencer Banu Parlak, situato nel Doğa Parkı della prima sezione di Bahçeşehir, era stato colpito da colpi di arma da fuoco da sospetti in motocicletta il 1° ottobre 2023, tra le 02.00 e le 04.30 del mattino.
Nell'ambito dell'atto d'accusa preparato per l'evento, era stata richiesta per Dilan, Engin e Sezgin Polat una condanna individuale da 2 anni e 4 mesi fino a 8 anni di reclusione. Nell'atto d'accusa era stata inoltre richiesta la condanna per altri 8 imputati a pene variabili per diversi reati.
D'altra parte, durante il proseguimento del processo, Banu Parlak aveva ritirato la sua denuncia contro la famiglia Polat. A seguito del ritiro della querela, era stata disposta la scarcerazione dei Polat nell'ambito di questo fascicolo.
Durante l'udienza tenutasi presso il 3° Tribunale Penale di Primo Grado di Küçükçekmece, alcuni degli imputati detenuti sono stati presenti tramite il sistema SEGBİS. Mentre Dilan, Engin e Sezgin Polat non hanno partecipato all'udienza, i loro avvocati erano presenti.
PRESENTATA LA REQUISITORIA
Nella requisitoria è stato indicato che esisteva un'ostilità tra l'imputata Dilan Polat e la parte lesa Banu Parlak, e che Dilan Polat aveva rivolto minacce alla parte lesa attraverso i social media. Nella requisitoria è stato inoltre riferito che gli imputati Engin Polat, Dilan Polat e Sezgin Polat, in linea con una decisione comune presa a causa di tale ostilità, hanno contattato, tramite i loro legami in Georgia, Beratcan Gökdemir e suo fratello Batın Gökdemir, fuggitivi e dirigenti dell'organizzazione criminale nota al pubblico come "Banda dei Dalton", per organizzare un attacco armato a scopo intimidatorio contro l'attività commerciale di Banu Parlak.
È stato registrato nella requisitoria che Beratcan Gökdemir ha dato istruzioni all'imputato Batuhan İnci, che attendeva ordini pronto all'azione in una casa sicura appartenente al gruppo dei Dalton, e che l'imputato ha trasmesso l'ordine di azione agli altri imputati; Yunus Emre Yıldız, Nizamettin Bilgili e İsmail Emre Arifoğlu si sono recati nel luogo indicato da Batuhan İnci e hanno ricevuto in contanti 100 mila lire turche da una persona.
Nella requisitoria è stato specificato che Yunus Emre Yıldız e Nizamettin Bilgili, in conformità con le istruzioni ricevute, hanno sparato due volte con armi da fuoco contro l'attività denominata "Banu Parlak Güzellik Salonu" lo stesso giorno, causando danni al locale, e che gli imputati sono poi fuggiti dalla scena.
Nella requisitoria è stata richiesta una condanna da 2 a 5 anni di reclusione per Dilan, Engin e Sezgin Polat con l'accusa di "istigazione a minaccia armata commessa da più persone". È stata inoltre richiesta la condanna per gli altri imputati a pene variabili per diversi reati.
D'altra parte, nella requisitoria è stato richiesto anche il proscioglimento per il reato di "danneggiamento di beni", dato che Banu Parlak ha ritirato la denuncia e tale reato è perseguibile solo a querela di parte.
Agli imputati a cui è stata data la parola è stato riferito che la requisitoria non era ancora giunta a loro conoscenza e che, pertanto, non potevano presentare una difesa.
Il tribunale, nel pronunciare la decisione interlocutoria, ha disposto il mantenimento dello stato di detenzione per gli imputati in carcere. L'udienza è stata rinviata per consentire agli imputati di presentare la propria difesa in merito alla requisitoria.
DALL'ATTO D'ACCUSA
Nell'atto d'accusa preparato dalla Procura della Repubblica di Küçükçekmece, era stato spiegato che l'imputata Dilan Polat aveva inviato un messaggio di minaccia a Banu Parlak durante un discorso in un video pubblicato sul suo account social.
Nell'atto d'accusa era stato riferito che, poco dopo questo messaggio, con una decisione comune presa da Dilan ed Engin Polat, l'imputato Engin Polat aveva contattato, tramite i suoi legami in Georgia, Beratcan e Batın Can Gökdemir, fuggitivi e dirigenti dell'organizzazione criminale armata nota al pubblico come banda dei "Dalton", per organizzare un attacco armato contro l'attività della parte lesa. Nell'atto d'accusa era stato indicato che i fratelli Gökdemir avevano dato istruzioni agli imputati Batuhan İnci, Yunus Emre Yıldız, Nizamettin Bilgili, Onur Abiç e İsmail Emre Arifoğlu, che attendevano pronti all'azione in una casa sicura appositamente affittata a Istanbul. Nell'atto d'accusa era stato registrato che il locale era stato colpito da proiettili e che, per questo motivo, 4 dei 5 vetri della facciata esterna erano stati sostituiti, con un danno totale di 45 mila lire dovuto all'attacco.
Banu Parlak, che ha sporto denuncia dopo l'evento, ha denunciato la famiglia Polat per aver tentato di farla uccidere. Dilan Polat, nella sua deposizione, ha sostenuto che le parole nel video contenente le minacce non erano rivolte alla Parlak, ma che le aveva dette in generale contro chi le rivolgeva attacchi verbali. L'imputato Engin Polat ha invece sostenuto di aver appreso dell'attacco dai social media e che, due giorni prima dell'attacco, Banu Parlak aveva fatto una dichiarazione sui social media accusandoli, affermando di non sapere chi avesse compiuto l'atto.
Nell'atto d'accusa, era stata richiesta per la coppia Polat una condanna individuale totale da 2 anni e 4 mesi fino a 8 anni di reclusione per i reati di "istigazione a minaccia armata commessa da più persone" e "istigazione al danneggiamento di beni".
Per gli imputati Barış Boyun, Beratcan e Batın Can Gökdemir, per i quali era stato emesso un mandato di cattura, era stata richiesta una condanna individuale totale da 8 anni e 4 mesi fino a 23 anni di reclusione per i reati di "costituzione di organizzazione a delinquere armata", "minaccia armata commessa da più persone", "danneggiamento di beni" e "porto abusivo di armi".
Nell'atto d'accusa, era stata richiesta la condanna per gli altri imputati Batuhan İnci, İsmail Emre Arifoğlu, Nizamettin Bilgili, Onur Abiç, Yunus Emre Yıldız e Sezgin Polat a pene variabili da 2 anni e 4 mesi fino a 23 anni di reclusione per diversi reati.