Il Napoli protesta contro il razzismo inginocchiandosi!

I giocatori del Napoli, squadra della Serie A italiana, si sono inginocchiati durante la cerimonia prima della partita contro l'Atalanta per protestare contro il presunto episodio di razzismo subito dal compagno di squadra brasiliano Juan Jesus.

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La cerimonia prima della partita di oggi allo Stadio Diego Armando Maradona, in cui il Napoli ha ospitato l'Atalanta perdendo 3-0, è stata teatro di un'insolita protesta.

Durante la cerimonia, i giocatori del Napoli si sono inginocchiati all'unisono, un gesto divenuto simbolo della lotta contro il razzismo nelle competizioni sportive negli Stati Uniti, in sostegno del compagno di squadra Juan Jesus. I giocatori del Napoli hanno protestato inginocchiandosi contro il presunto insulto razzista rivolto a Jesus dal giocatore dell'Inter Francesco Acerbi durante la precedente partita di campionato contro l'Inter.

Anche i tifosi del Napoli hanno intonato cori contro Acerbi, accusato di aver rivolto espressioni razziste a Juan Jesus e non sanzionato dal giudice sportivo della federazione per mancanza di prove, mentre sugli spalti sono apparsi striscioni con la scritta "No al razzismo".

L'EPISODIO CHE HA SCATENATO LA PROTESTA

Dopo la partita Inter-Napoli del 17 marzo, valida per la 29ª giornata di Serie A, l'accusa di Juan Jesus, difensore del Napoli, secondo cui il giocatore dell'Inter Francesco Acerbi gli avrebbe rivolto insulti razzisti durante l'incontro, aveva sollevato un polverone nel Paese.

In seguito a queste accuse, la Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) aveva annunciato l'esclusione del 36enne Acerbi dalla rosa della Nazionale italiana per le partite contro Venezuela ed Ecuador del 22 e 24 marzo.

Acerbi, deferito al giudice sportivo della federazione con l'accusa di razzismo, è stato assolto nel corso della settimana per mancanza di prove, evitando così qualsiasi sanzione.

Questa decisione è stata accolta con "stupore" e "delusione" dal Napoli e da Juan Jesus.

Il club del Napoli aveva dichiarato che non avrebbe più partecipato alle campagne della Serie A contro il razzismo nel calcio, preferendo seguire una propria linea d'azione in merito.