Un fossile di 10 milioni di anni rivela la forza del morso dell'antenato gigante dei piranha

Il fossile di Megapiranha rinvenuto in Argentina ha fatto luce sull'evoluzione dentale dei piranha e sulla loro potenza predatrice nei fiumi preistorici.

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Un osso mascellare di circa 10 milioni di anni rinvenuto in Argentina ha offerto nuovi e significativi indizi sul passato evolutivo dei piranha. Il fossile, estratto nella regione geologica del Paraná, mostra che la specie gigante denominata “Megapiranha paranensis” possedeva un profilo decisamente più insolito rispetto ai piranha odierni, sia per quanto riguarda la struttura dentale che per la forza della mascella.

La struttura della mascella e dei denti dei piranha fornisce indizi importanti per i confronti evolutivi degli scienziati.

Nell'osso mascellare, esaminato da Alberto Cione, esperto del Museo di La Plata, è stata identificata una disposizione a zig-zag di tre grandi denti. Questa struttura indica una transizione tra la singola fila di denti dei piranha carnivori e la doppia fila di denti osservata nei loro parenti erbivori.

Secondo i ricercatori, la disposizione dei denti nel fossile suggerisce che i denti della seconda fila potrebbero essersi spostati verso la fila anteriore nel corso del tempo. Questa caratteristica ha portato a considerare il Megapiranha come un ponte evolutivo tra i pesci pacu, noti per i loro denti simili a quelli umani, e i piranha carnivori.

Le misurazioni effettuate hanno rivelato che la specie poteva raggiungere una lunghezza di circa 1 metro. Queste dimensioni collocano il Megapiranha in una posizione di predatore molto più grande ed efficace nei fiumi preistorici del Sud America rispetto ai piranha odierni.

I calcoli, confrontati con le simulazioni mascellari effettuate sui piranha neri, indicano che il Megapiranha avrebbe potuto raggiungere una forza del morso superiore ai 4.700 newton. Questo valore, se rapportato al peso corporeo, indica una forza mascellare potente, paragonabile a quella dei grandi squali bianchi.

Per gli scienziati, questo fossile non è solo il resto di un potente predatore, ma rappresenta anche un raro documento sulla disposizione dei denti, sulle abitudini alimentari e sulla divergenza evolutiva dei piranha.