Ricerca: succede a chi ascolta musica classica insieme

Secondo un nuovo studio, quando le persone ascoltano musica classica insieme, creano un forte legame collettivo. Ma come avviene?

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Un nuovo studio riporta che, tra il pubblico dei concerti di musica classica, le risposte fisiche come la frequenza cardiaca, la respirazione e la conduttanza cutanea si sincronizzano. La ricerca, pubblicata sulla rivista Scientific Reports, ha inoltre rivelato che le persone con personalità più estroverse tendono a sincronizzarsi maggiormente rispetto a quelle inclini a tendenze nevrotiche.

ALTRI GENERI OLTRE ALLA MUSICA CLASSICA POTREBBERO OFFRIRE RISULTATI PIÙ EFFICACI

Wolfgang Tschacher, psicologo dell'Università di Berna e co-autore dello studio, parlando con l'AFP nell'ambito del progetto di ricerca, afferma che le esperienze estetiche non sono indipendenti dalle risposte corporee, spiegando che hanno condotto lo studio perché curiosi di capire come reagiamo all'arte e alla musica.

La teoria in questione si basa su un fenomeno noto come 'cognizione incarnata' (embodied cognition).

La cognizione incarnata è definita come una teoria secondo cui molte caratteristiche della cognizione sono modellate da vari aspetti del corpo dell'organismo. Il fatto che le proprietà della cognizione siano correlate a strutture mentali di alto livello, come concetti e categorie, e alle prestazioni osservate nei compiti cognitivi, costituisce la spina dorsale della ricerca.

La versione moderna della visione della mente incarnata emerge nei risultati di ricerca attuali in campi come la psicologia, le neuroscienze, la linguistica, le scienze cognitive, l'intelligenza artificiale e la robotica.

Qui prevale brevemente l'idea che la mente non sia solo legata al corpo, ma che anche il corpo influenzi la mente.

Per la ricerca sono stati osservati 132 spettatori durante tre concerti di musica classica.

Tutti e tre i concerti eseguivano la stessa composizione di Ludwig van Beethoven. Gli ascoltatori hanno risposto ad alcune domande prima del concerto. Hanno prima risposto a quesiti sulla loro personalità e, dopo il concerto, a domande sul loro gradimento. I partecipanti sono stati monitorati anche tramite una telecamera e sensori indossabili.

Mentre i battiti cardiaci e i livelli di conduttanza cutanea del pubblico partecipante coincidevano in modo significativo durante gli stessi passaggi musicali, è stato osservato anche un allineamento dei movimenti corporei. Tuttavia, sebbene la frequenza respiratoria si fosse allineata, in realtà non respiravano insieme.

Come previsto, le persone aperte a nuove esperienze tendevano ad adattarsi maggiormente rispetto agli altri. D'altra parte, le persone nevrotiche o introverse avevano meno probabilità di sincronizzarsi con gli altri.

Si prevede che l'effetto dello studio possa essere ancora più forte con altri generi musicali rispetto alla musica classica.

RELAZIONE TRA INTELLIGENZA E MUSICA CLASSICA

In precedenza, gli scienziati avevano già esaminato la relazione tra gusto musicale e QI. Negli studi condotti, gli scienziati hanno trovato un legame tra l'intelligenza e la musica strumentale come la musica classica, il jazz, l'elettronica o la musica ambient.

La ricerca ha dimostrato che le persone meno intelligenti preferiscono canzoni con testo rispetto alla complessa musica orchestrale.