La NASA spiega con una simulazione cosa accadrebbe cadendo in un buco nero

La nuova simulazione della NASA svela i dettagli e gli effetti di una caduta all'interno di un buco nero supermassiccio. Il progetto utilizza la potenza del supercomputer Discover per ricreare l'esperienza di avvicinamento all'orizzonte degli eventi di un buco nero.

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I buchi neri, uno dei fenomeni più affascinanti e misteriosi nelle profondità dell'universo, continuano da tempo a catturare l'attenzione sia degli scienziati che del grande pubblico.

Con la prima fotografia di un buco nero scattata negli ultimi cinque anni, l'interesse verso queste strutture enigmatiche è cresciuto ulteriormente. Tuttavia, una nuova simulazione realizzata dalla NASA utilizzando tecnologie all'avanguardia continua ad ampliare le conoscenze sulla sorprendente natura dei buchi neri. 

COSA SI PROVA A CADERE IN UN BUCO NERO?

L'animazione, pubblicata su YouTube il 6 maggio, mostra cosa si proverebbe cadendo nell'abisso oscuro di un buco nero supermassiccio.

Nel video, osserviamo l'avvicinamento a un gigantesco buco nero situato al centro della Via Lattea, con una massa 4,3 milioni di volte superiore a quella del Sole. Mentre ci avviciniamo all'orizzonte degli eventi, ovvero il punto di non ritorno, il panorama circostante inizia a cambiare e la luce si curva visibilmente sotto l'influenza del buco nero.

L'animazione, completata in cinque giorni utilizzando solo lo 0,3% della potenza del supercomputer Discover presso il Centro di Simulazione Climatica della NASA, ha elaborato oltre 10 terabyte di dati, un'operazione che richiederebbe più di 10 anni su un normale computer portatile. 

Xavier Calmet, professore di fisica presso l'Università del Sussex, ha spiegato che la forza di gravità di un buco nero è così intensa da causare un fenomeno noto come 'spaghettificazione'. Questo processo comporta che gli oggetti vengano allungati fino ad assumere la forma di spaghetti, venendo letteralmente fatti a pezzi dall'enorme forza gravitazionale.