L'Autorità garante della concorrenza passa al controllo basato sull'intelligenza artificiale negli appalti pubblici

L'Autorità mira a identificare modelli sospetti che limitano la concorrenza negli appalti analizzando i dati del KİK con algoritmi di intelligenza artificiale.

12punto

L'Autorità garante della concorrenza (Rekabet Kurumu) ha iniziato a utilizzare una nuova infrastruttura basata sull'intelligenza artificiale nei propri processi di controllo, con l'obiettivo di proteggere la concorrenza negli appalti pubblici e garantire un uso efficiente delle risorse pubbliche.

Secondo le dichiarazioni del presidente dell'Autorità, Birol Küle, il sistema mira a identificare automaticamente i comportamenti sospetti che mostrano somiglianze con pratiche anticoncorrenziali, analizzando i dati relativi agli appalti pubblici.

La nuova infrastruttura sarà utilizzata per rilevare modelli sospetti nei dati degli appalti pubblici.

Alla base dell'applicazione vi è il protocollo firmato nel 2024 tra l'Autorità garante della concorrenza e l'Autorità per gli appalti pubblici (KİK). Nell'ambito di questa collaborazione, i set di dati completi forniti dal KİK vengono esaminati attraverso algoritmi di intelligenza artificiale e strumenti di modellazione statistica sviluppati dall'Autorità garante della concorrenza.

Il sistema sarà in grado di monitorare potenziali violazioni e rischi effettuando analisi strutturali e comportamentali sui dati di gara delle imprese. In questo modo, si punta a far emergere segnali relativi ad azioni che limitano la concorrenza in modo più rapido e tempestivo.

Si prevede che l'infrastruttura basata sull'intelligenza artificiale venga utilizzata in particolare per rilevare pratiche come la spartizione degli appalti tra le aziende, la presentazione di prezzi concordati, la suddivisione territoriale e la presentazione di offerte di comodo.

Viene inoltre affermato che, durante il processo di controllo dell'Autorità, sarà possibile determinare tramite analisi algoritmiche anche situazioni come lo scambio di informazioni sensibili tra le imprese o la mancata presentazione di offerte in linea con accordi illeciti.