Klippenstein: L'intelligence degli Stati Uniti non sostiene la narrazione dell'apocalisse dell'IA
Il giornalista Ken Klippenstein ha riferito che i rapporti ufficiali non considerano l'intelligenza artificiale come la fine dell'umanità, ma come uno strumento che accelera i rischi esistenti legati alla criminalità e alla sicurezza.
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Il giornalista Ken Klippenstein ha scritto che la narrazione dell'"apocalisse", secondo cui l'intelligenza artificiale distruggerebbe l'umanità, non è supportata dalle valutazioni ufficiali delle agenzie di intelligence statunitensi. Secondo Klippenstein, le analisi ufficiali non trattano l'IA come una minaccia esistenziale nuova e indipendente, ma come una tecnologia che accelera la disinformazione, il crimine informatico, le frodi finanziarie e i rischi per la sicurezza nazionale.
Nella valutazione di Klippenstein, viene sottolineato che il dibattito sull'IA non è solo una questione di sicurezza tecnica, ma è diventato un campo di battaglia per gli interessi di media, aziende tecnologiche, sostenitori e oppositori della regolamentazione. L'analisi indica che gli scenari catastrofici sono diventati utili, a volte per l'attenzione pubblica e altre volte per la posizione di mercato delle aziende.
NESSUNO SCENARIO APOCALITTICO NEI RAPPORTI UFFICIALI
Nella Valutazione Annuale delle Minacce della comunità di intelligence statunitense, gli avvertimenti sull'IA sono stati inseriti in un quadro limitato e cauto. Il rapporto sottolinea l'importanza di mantenere il controllo umano sulle macchine e sulle modalità di utilizzo dell'IA, affermando che i rischi legati all'autonomia devono essere ridotti prima di una diffusione su larga scala. È stato inoltre registrato che tecnologie come l'IA e l'informatica quantistica dovrebbero avere impatti sulla sicurezza nazionale.
Klippenstein ha sottolineato che in queste valutazioni non compaiono temi come la "superintelligenza", la "rivolta delle macchine" o l'estinzione dell'umanità. Nella valutazione del Dipartimento della Sicurezza Interna degli Stati Uniti, si afferma invece che l'IA aggiunge principalmente velocità e complessità alle aree di minaccia esistenti.
Tra i temi evidenziati dal Dipartimento figurano la disinformazione, i video e le registrazioni audio falsi, le interferenze elettorali, le operazioni informatiche, i crimini finanziari, l'uso della tecnologia da parte di estremisti violenti, la diffusione di conoscenze chimiche e biologiche, il superamento dei controlli di sicurezza dell'IA e l'avvelenamento dei dati di addestramento. Tutti questi rischi sono considerati problemi che erano già presenti nell'agenda della sicurezza pubblica e nazionale prima dell'IA.
IL DIBATTITO SUGLI INTERESSI DELLE AZIENDE
Nell'analisi si afferma anche che la concorrenza tra le aziende di IA influenza il dibattito sul "rischio esistenziale". È stato ricordato che l'ex scienziato capo dell'IA di Meta, Yann LeCun, ha accusato il dirigente di OpenAI Sam Altman, il dirigente di Google DeepMind Demis Hassabis e il dirigente di Anthropic Dario Amodei di fare lobby per ottenere regolamentazioni a loro favore.
È stato inoltre riferito che Andrew Ng, uno dei fondatori di Google Brain, ha definito l'affermazione che l'IA distruggerà l'umanità come "incredibilmente stupida". Tuttavia, secondo Klippenstein, anche i nomi dall'altra parte di questo dibattito non sono indipendenti dai conflitti di interesse. Mentre LeCun e Ng difendono i modelli open source, aziende come OpenAI e Anthropic operano attraverso modelli chiusi e proprietari.
Per questo motivo, l'analisi sostiene che la tensione tra il catastrofismo e l'opposizione alla regolamentazione spesso nasconde i rischi reali. È stato indicato che le grandi aziende hanno la capacità di conformarsi a possibili processi di licenza e regolamentazione federale, mentre le startup più piccole o orientate all'open source potrebbero essere colpite maggiormente da tali obblighi.
RISCHI DI BIOTERRORISMO E CATASTROFI
La Valutazione dei Rischi Catastrofici Globali della RAND Corporation, finanziata dal Pentagono, definisce l'IA non come un meccanismo apocalittico indipendente, ma come un elemento che aggiunge "entropia e caos" ai problemi esistenti. Nel rapporto si afferma che non è necessario sviluppare un'IA superintelligente o straordinariamente capace affinché si verifichi il caos; anche la capacità attuale e quella del prossimo futuro possono aumentare la complessità.
In un altro studio condotto all'interno della RAND, è stato esaminato se i modelli linguistici di grandi dimensioni facilitino la pianificazione di attacchi biologici su larga scala. Secondo quanto riferito da Klippenstein, i ricercatori non hanno riscontrato una differenza statisticamente significativa tra i piani preparati con l'aiuto dell'IA e quelli preparati in modo indipendente.
Secondo le valutazioni dell'Accademia Nazionale delle Scienze degli Stati Uniti, l'ostacolo principale nel campo del bioterrorismo non è solo l'accesso alle informazioni. Processi come lo screening della sintesi del DNA, le competenze di laboratorio, la produzione di colture, la formulazione e l'aerosolizzazione rimangono fasi costose, complesse e dipendenti dall'intervento umano.
La conclusione di Klippenstein non è che l'IA non comporti rischi, ma che i rischi si concentrano in aree molto più concrete rispetto agli esagerati scenari apocalittici. Secondo l'analisi, il quadro registrato dalle istituzioni ufficiali mostra che l'IA può amplificare i problemi sociali e di sicurezza, ma non è definita come una tecnologia che porterà da sola alla fine dell'umanità.