I reperti di Les Pradelles in Francia rafforzano l'ipotesi di cannibalismo ricorrente tra i Neanderthal
Un nuovo esame delle ossa nella grotta di Les Pradelles ha dimostrato che i Neanderthal potrebbero aver smembrato membri della propria specie in epoche diverse.
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Un nuovo esame dei resti di Neanderthal rinvenuti nella grotta di Les Pradelles, in Francia, ha rafforzato l'ipotesi che le comunità vissute nella regione tra circa 60 mila e 50 mila anni fa possano aver smembrato corpi appartenenti alla propria specie in almeno tre periodi distinti.
Nella ricerca pubblicata sulla rivista Journal of Quaternary Science, sono state rivalutate le collezioni di ossa precedentemente estratte dalla grotta. A Les Pradelles sono stati finora identificati oltre 20 mila ossi di renna e resti appartenenti ad almeno otto individui Neanderthal. Questo quadro suggerisce che il sito fosse utilizzato principalmente come accampamento temporaneo per la macellazione e la lavorazione degli animali cacciati.
Uno degli aspetti su cui i ricercatori hanno attirato l'attenzione è la presenza di segni di taglio e smembramento effettuati con strumenti in pietra su alcune ossa di Neanderthal. Il fatto che tali segni siano visibili sia sui resti di adulti che su quelli di bambini supporta l'opinione che le ossa siano state lavorate da mani umane e non solo attraverso processi naturali.
IDENTIFICATE ALTRE CINQUE NUOVE OSSA
Nell'ultimo studio sono state identificate altre cinque ossa di Neanderthal precedentemente non classificate. È stato accertato che queste ossa sono state fratturate quando erano ancora fresche; tuttavia, non sono stati riscontrati segni di taglio o di macellazione. Per questo motivo, non è possibile trarre una conclusione definitiva sul fatto che anche questi individui siano stati consumati.
Tra i reperti spicca anche la straordinaria densità di frammenti cranici. Crani, ossa mascellari e denti costituiscono oltre la metà dei resti ominidi rinvenuti nella grotta. Secondo i ricercatori, l'abbondanza di frammenti di cranio umano rispetto ad altre ossa è uno degli indicatori presi in considerazione nelle valutazioni passate sul cannibalismo.
Gli autori dello studio sottolineano che le ossa di Neanderthal che presentano segni di macellazione non sono concentrate in un unico strato di sedimento, ma sono distribuite in diversi livelli. Ciò suggerisce che i resti potrebbero non essere il risultato di un singolo evento, ma che nella grotta potrebbero essersi verificati "almeno tre distinti episodi di cannibalismo" in momenti diversi.
Tuttavia, i ricercatori sottolineano che l'ipotesi del cannibalismo non significa che questa pratica occupasse un posto di rilievo nella dieta base dei Neanderthal. Le decine di migliaia di ossa animali rinvenute a Les Pradelles rivelano che la principale fonte di nutrimento nella regione era costituita da animali selvatici, in particolare renne.
Secondo gli esperti, sebbene i segni sulle ossa rafforzino l'ipotesi del cannibalismo, altre spiegazioni come pratiche funerarie o rituali non possono essere completamente escluse. Per questo motivo, sebbene lo studio offra importanti indizi sul mondo comportamentale dei Neanderthal, apre la strada a nuove domande piuttosto che a sentenze definitive.