Centinaia di geoglifi scoperti sotto l'Amazzonia: si espandono le tracce della 'perduta' civiltà Aquiry
Le scansioni LiDAR hanno rivelato centinaia di strutture in terra precedentemente sconosciute nel sud-ovest dell'Amazzonia; si stima che la popolazione possa aver raggiunto i 3 milioni di abitanti.
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Una nuova ricerca archeologica condotta sotto la foresta pluviale amazzonica ha rimesso in discussione la percezione della regione come una "natura selvaggia incontaminata". Le indagini effettuate con il metodo di scansione laser aerea LiDAR hanno permesso di identificare centinaia di grandi strutture in terra sotto la fitta vegetazione.
Secondo i ricercatori, queste strutture dai motivi geometrici appartengono alla società precolombiana Aquiry, che si ritiene sia esistita tra il 600 a.C. e l'850 d.C. Il nome Aquiry deriva dal fiume Acre, che si estende dal Perù e dalla Bolivia fino al Brasile.
Lo studio, pubblicato sulla rivista Nature, rivela che la società Aquiry potrebbe aver raggiunto una popolazione compresa tra 1,25 e 3 milioni di persone nel suo periodo di massimo splendore. Se questa stima fosse corretta, nel sud-ovest dell'Amazzonia esisteva una struttura sociale su scala molto più ampia e organizzata di quanto si pensasse in precedenza.
IL LIDAR HA MOSTRATO CIÒ CHE SI NASCONDE SOTTO LA FORESTA
Nell'ambito dello studio, è stata scansionata dall'alto un'area di circa 4.400 chilometri quadrati. Il sistema LiDAR invia numerosi raggi laser dall'aereo al suolo; grazie ai dati di ritorno dei raggi che attraversano gli spazi nella copertura arborea e raggiungono il terreno, è possibile modellare tridimensionalmente al computer il territorio nascosto sotto la vegetazione.
Con questo metodo sono stati identificati un totale di 432 geoglifi. È stato riferito che circa 400 di questi non erano precedentemente noti al mondo scientifico. Gli scienziati, valutando i dati LiDAR insieme ai precedenti reperti archeologici, hanno calcolato che il numero totale di strutture nella regione Aquiry potrebbe arrivare fino a 30 mila.
I geoglifi consistono in grandi cerchi, quadrati, fossati e aree monumentali recintate. Le lunghe strade rettilinee che collegano queste strutture indicano, secondo i ricercatori, una pianificazione avanzata e una forza lavoro organizzata. Si stima che per la costruzione e la manutenzione di un singolo geoglifo di medie dimensioni sia stato necessario il lavoro di circa 300 persone.
POTREBBE ESSERE UNA STRUTTURA SIMILE ALL'ANTICA GRECIA
Le informazioni sulla società Aquiry sono ancora limitate. Non è noto se la società abbia lasciato registrazioni scritte, gran parte delle loro abitazioni è andata distrutta nel tempo e non si sa perché siano scomparsi tra l'850 e il 1000 d.C.
I ricercatori ritengono che gli Aquiry possano aver avuto un ordine politico e sociale simile a quello dell'Antica Grecia, piuttosto che essere un grande impero governato da un unico centro. Secondo questa interpretazione, nella regione vivevano numerose comunità che condividevano credenze e tradizioni comuni, ma che erano relativamente indipendenti l'una dall'altra.
Si valuta che le grandi aree recintate possano essere state utilizzate come centri politici e cerimoniali. Si ipotizza che in queste aree le comunità si riunissero per prendere decisioni comuni, organizzare banchetti e celebrare rituali.
Secondo la ricerca, la società Aquiry ha realizzato progetti di ingegneria su larga scala senza l'uso di strumenti metallici o animali da soma. Nello stesso periodo in cui nel mondo romano venivano costruite strade e templi, dall'altra parte dell'Amazzonia venivano create strutture monumentali in terra e reti stradali.
Si ritiene che il popolo Aquiry coltivasse mais, zucca e manioca, e che propagasse alberi di noce del Brasile e palme da pesca. I ricercatori sottolineano che la società costruiva strutture e strade aprendo radure nella foresta, ma che queste attività non erano su una scala tale da trasformare completamente l'ecosistema amazzonico.