Nuova regolamentazione per gli ospedali privati
È entrato in vigore il regolamento che modifica i processi di apertura e di licenza per gli ospedali privati. Con la nuova normativa, gli investimenti saranno determinati in base al fabbisogno sanitario regionale, al fine di prevenire la sovraccapacità nelle città densamente popolate.
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Con il “Regolamento sulle licenze dei servizi sanitari” pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, i processi di apertura degli ospedali privati e di altre strutture sanitarie private sono stati riorganizzati. Il nuovo modello rende obbligatorio che gli investimenti sanitari privati vengano pianificati in futuro sulla base di un'analisi del fabbisogno regionale.
Secondo la normativa, nel valutare le richieste di licenza, il criterio fondamentale sarà “il fabbisogno di servizi sanitari della regione e la capacità infrastrutturale esistente”. In questo contesto, l'obiettivo è “incentivare gli investimenti nelle regioni che ne hanno bisogno, specialmente in Anatolia, prevenendo al contempo la creazione di capacità inutilizzata nelle aree eccessivamente sature”. Ridurre lo spreco di risorse e garantire una distribuzione equilibrata dei servizi sanitari in tutto il Paese sono tra gli obiettivi principali del regolamento.
APPLICAZIONE DEGLI STANDARD DI ORGANICO
Il regolamento introduce anche un nuovo standard di organico per gli ospedali privati. Di conseguenza, sarà fondamentale “armonizzare la capacità fisica, le risorse umane e l'infrastruttura tecnologica” delle strutture. L'intero processo di licenza sarà gestito dal Ministero della Salute in modo centralizzato e trasparente. Con questo passo, il Ministero mira a “garantire che tutti i cittadini abbiano accesso a servizi sanitari con standard di qualità uguali”.