Gli esperti avvertono: la rottura dell'aorta arriva in silenzio, i sintomi possono salvare la vita!
La rottura dell'aorta, che ogni anno causa la morte di migliaia di persone, progredisce spesso senza sintomi. Gli esperti sottolineano che il dolore improvviso al petto e alla schiena deve essere preso seriamente.
12punto
La rottura dell'aorta, la più grande arteria che parte dal cuore, costa la vita a migliaia di persone ogni anno. Il Prof. Dr. Öztekin Oto, specialista in Chirurgia Cardiovascolare, ha richiamato l'attenzione sull'importanza di una diagnosi precoce affermando: "La rottura dell'aorta progredisce rapidamente; se i sintomi vengono ignorati, può essere fatale".
Questa patologia, nota come dissezione aortica, si verifica quando lo strato interno della parete aortica si lacera, permettendo al sangue di scorrere lungo la parete del vaso. Questa condizione può ostacolare il flusso sanguigno e minacciare gli organi vitali.
ATTENZIONE AI DOLORI IMPROVVISI AL PETTO E ALLA SCHIENA
Il sintomo più evidente della malattia è un dolore improvviso e intenso al petto, alla schiena o all'addome. Il Prof. Dr. Oto ha elencato i sintomi che possono accompagnare questo dolore:
-Fiato corto
-Vertigini, svenimenti
-Sudorazione fredda
-Debolezza estrema
In particolare, i pazienti ipertesi, coloro che soffrono di disturbi vascolari e gli individui con predisposizione genetica rientrano nel gruppo a rischio.
L'INTERVENTO PRECOCE SALVA LA VITA
Il Prof. Dr. Oto ha dichiarato che gli individui sopra i 40 anni dovrebbero prendere in considerazione questi sintomi e rivolgersi senza indugio a una struttura sanitaria.
"La rottura dell'aorta richiede un intervento chirurgico d'urgenza. Con una diagnosi e un trattamento precoci, il rischio di morte può essere ridotto in modo significativo", ha affermato Oto, indicando tra le cause della malattia l'ipertensione, il fumo, il diabete e l'arteriosclerosi.
È POSSIBILE PREVENIRE
Oltre alla predisposizione genetica, Oto ha sottolineato che il rischio può essere ridotto con abitudini di vita sane, aggiungendo: "È possibile proteggersi da questa malattia tanto creando consapevolezza nella società quanto attraverso controlli sanitari regolari".