Schiavi volontari: i codici della schiavitù moderna in Turchia

Un tempo la schiavitù era il dramma di persone incatenate e frustate. Oggi, nel mondo moderno, la schiavitù è diventata un sistema perpetuato attraverso buste paga, sistemi di valutazione delle prestazioni, discorsi sul "lavoro flessibile" e sulla "crescita personale". Erkan Erdem scrive...

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Un tempo la schiavitù era il dramma di persone incatenate e frustate. Oggi, nel mondo moderno, la schiavitù è diventata un sistema perpetuato attraverso buste paga, sistemi di valutazione delle prestazioni, discorsi sul "lavoro flessibile" e sulla "crescita personale". Ormai gli schiavi chiamano la propria prigionia "opportunità".

Secondo il Global Slavery Index, la Turchia è il quinto Paese al mondo per diffusione della schiavitù moderna. In Europa e in Asia centrale, occupa il primo posto. Circa 1,3 milioni di persone vivono in condizioni di lavoro forzato, servitù per debiti e varie forme di sfruttamento.

Ma la questione non riguarda solo il dramma dei lavoratori agricoli sottoposti a violenza fisica o dei migranti irregolari. La schiavitù moderna coinvolge una vasta gamma di persone, dai colletti bianchi ai rider, dagli operatori dei call center agli accademici. E la cosa più spaventosa è questa: esiste una grande massa di persone che accetta, e persino difende, questa prigionia.

LE 3 CATENE FONDAMENTALI DELLA SCHIAVITÙ MODERNA IN TURCHIA

La schiavitù moderna, a differenza di quella tradizionale, si articola su tre pilastri principali: precarietà, servitù per debiti, schiavitù volontaria e sfruttamento psicologico.

1) Servitù per debiti: il nuovo nome della catena

Un tempo le catene degli schiavi erano fatte di ferro. Ora sono costruite attraverso i debiti delle carte di credito, i bassi salari e le difficoltà economiche. In Turchia, oltre il 60% dei lavoratori cerca di sopravvivere con il salario minimo. Se non è schiavitù moderna essere condannati a uno stipendio con cui non si riesce a vivere, cos'è?

La schiavitù da debito si sta diffondendo sempre più in Turchia:

I prezzi degli affitti sono alle stelle. Molti lavoratori destinano il 50% del proprio stipendio all'affitto.

I debiti delle carte di credito sono esplosi. In Turchia, i debiti delle carte di credito hanno superato i 2 trilioni di lire turche. Le persone contraggono prestiti per riuscire a sopravvivere.

La libertà non è più possibile. Lasciare il lavoro significa morire di fame. Un tempo gli schiavi avevano un posto dove scappare. Ora le catene sono intrecciate con banche, proprietari di casa e debiti.

2) Schiavitù volontaria: chi non ama il capo vede il collega come un nemico

Qual era la paura più grande del sistema schiavista? Che gli schiavi si ribellassero.

La schiavitù moderna ha risolto il problema in modo intelligente. Ha messo il lavoratore contro il lavoratore.

Oggi, se un dipendente non fa gli straordinari, sono i suoi colleghi, ancor prima del capo, a schierarsi contro di lui.

Dietro questa pressione ci sono i nuovi concetti della cultura del lavoro moderna: senso di appartenenza, spirito di squadra, lealtà.

Eppure, in realtà, questi significano: accetta lo sfruttamento. Non difenderti. Dimentica la tua libertà.

3) Anatomia della prigionia dei colletti bianchi

In Turchia, i colletti bianchi che lavorano negli uffici di aziende "moderne" con titoli altisonanti vivono in realtà un'altra versione della schiavitù. Secondo il Global Slavery Index, lo sfruttamento psicologico è una delle forme di schiavitù moderna più diffuse tra i colletti bianchi.

Le manifestazioni più comuni di questa schiavitù sono:

L'obbligo di essere costantemente reperibili: Sei in vacanza? Hai il telefono con te? Ottimo, non dimenticare di controllare le email.

La pressione invisibile degli straordinari: Nessuno è costretto a lavorare, ma se non sei ancora in ufficio alle 22:00, è difficile che tu faccia carriera.

Lo sfruttamento motivato dal sogno di fare carriera: Centinaia di dipendenti lavorano con i salari più bassi pensando "un giorno potrei diventare CEO". Ma il numero di poltrone da CEO è mille volte inferiore al numero di persone che lo sognano.

SCHIAVITÙ DIGITALE: LA NUOVA FORMA DELLE CATENE INVISIBILI

Un tempo gli schiavi pianificavano la fuga. Oggi, per gli schiavi moderni, non c'è nemmeno un posto dove scappare. Perché la schiavitù digitale si è trasformata in un nuovo meccanismo che monitora, registra e dirige ogni movimento.

 Monitoraggio digitale: Il capo non è più alla scrivania, ma tiene tutto sotto controllo in ogni momento tramite email, telecamere e riunioni su Zoom. Lavorare da casa non è libertà, può trasformarsi in una prigione digitale.

 Controllo degli algoritmi: I social media e i sistemi di intelligenza artificiale determinano tutto, da cosa guardiamo a cosa crediamo. Le scelte individuali vengono sostituite da orientamenti digitali.

L'invasione del lavoro nella vita privata: Un tempo, finito l'orario di lavoro, il lavoro finiva. Ora il lavoro è sempre presente nella nostra vita, con le notifiche del telefono e le email del fine settimana.

Le opportunità offerte dall'era digitale costituiscono allo stesso tempo il nuovo volto della schiavitù moderna. Gli schermi a cui ci colleghiamo di nostra spontanea volontà potrebbero essere la nuova versione delle nostre catene?

 LAVORO FEMMINILE: PERCHÉ LE DONNE CHE LAVORANO SONO DOPPIAMENTE SCHIAVE?

Sebbene le donne sembrino lavorare all'interno di un sistema che promette parità di retribuzione e opportunità sul posto di lavoro, in realtà sono soggette a un doppio sfruttamento.

Concentrazione in settori precari: Colf, badanti, donne che lavorano in laboratori tessili... Gran parte del lavoro femminile è sommerso e precario.

 Il secondo turno infinito a casa: Le donne che lavorano iniziano un secondo turno dopo il lavoro, con il lavoro invisibile domestico. Carichi come cucinare, pulire e accudire i figli diventano lavori non retribuiti che gli uomini non si assumono.

Non un soffitto di cristallo, ma un muro di cemento: La carriera delle donne viene ostacolata e la loro presenza nei quadri dirigenziali è sempre mantenuta bassa. Mentre sul posto di lavoro si dice "ti abbiamo dato un'opportunità", tenerle lontane dai meccanismi decisionali è un'altra versione della schiavitù moderna.

E il punto più critico: il discorso sull'indipendenza economica delle donne è forse un nuovo metodo di asservimento del sistema?

La donna che lavora viene incoraggiata a far parte del sistema pensando di avere indipendenza economica.

Ma gran parte del denaro che guadagna viene riassorbito da affitto, asili nido, trasporti, spese di base e cultura del consumo.

Il risultato? Donne che, pur lavorando, non riescono a liberarsi e diventano ingranaggi di un meccanismo che si limita a perpetuare il ciclo.

 PERCHÉ LA TURCHIA È IL CENTRO DELLA SCHIAVITÙ MODERNA IN EUROPA?

Allora perché la Turchia è al vertice della schiavitù moderna in Europa? Perché:

1) Il tasso di sindacalizzazione è molto basso. In Turchia solo il 14% dei lavoratori è iscritto a un sindacato. I lavoratori sono disorganizzati e indifesi.

2) La crisi economica e le difficoltà di sostentamento rendono i lavoratori vulnerabili. Le persone accettano anche le condizioni peggiori.

3) Il lavoro precario si sta diffondendo. Rider, lavoratori in subappalto, operatori di call center... Tutti vivono con la paura di restare disoccupati.

4) La manipolazione psicologica è molto forte. Il messaggio "tieni stretto il tuo lavoro, altrimenti c'è qualcun altro pronto a prendere il tuo posto" costringe le persone a sottomettersi.

 C'È UNA VIA D'USCITA?

È possibile liberarsi da questa prigionia? La via d'uscita individuale è debole, ma l'azione collettiva è possibile.

La sindacalizzazione e l'organizzazione devono diventare un obbligo. Finché la classe operaia sarà divisa, la schiavitù moderna continuerà.

Le reti di solidarietà devono rafforzarsi. Finché i lavoratori non si sosterranno a vicenda, il sistema continuerà a metterli l'uno contro l'altro.

I meccanismi di sfruttamento devono essere resi visibili. Se le persone capiranno come funziona il sistema della schiavitù moderna, sarà più possibile spezzare le catene.

Bisogna creare consapevolezza sulla schiavitù digitale. Quando usiamo la tecnologia, mettere in discussione i sistemi che ci rendono schiavi è ormai una necessità.

ULTIMA PAROLA : "Gli antichi schiavi si liberavano spezzando le proprie catene. Per gli schiavi moderni è più difficile. Devono prima rendersi conto delle proprie catene."

ERKAN ERDEM