La CEDU esamina due ricorsi che potrebbero avere conseguenze significative per la Turchia
La Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU) ha inserito nel suo calendario di esame due ricorsi che toccano le questioni strutturali del diritto sportivo e che potrebbero avere conseguenze significative per la Turchia. La giurista Ezgi Öğredenler ha analizzato il processo per 12punto.
12punto
La Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU) ha pubblicato un "press release" (comunicato stampa) relativo alle decisioni che annuncerà nei prossimi giorni e ai casi attualmente in esame. Le sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU) in materia di controversie sportive e contrattuali offrono spunti importanti nel contesto dei diritti individuali e dell'esercizio della professione. In questo articolo, valuto dal mio punto di vista le decisioni attese per gennaio 2026 e condivido le mie osservazioni sulla ricerca di tutela dei diritti da parte di atleti e professionisti.
Diritti individuali e diritto sportivo: una valutazione personale sulle sentenze della CEDU
La Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU) ha inserito nel suo calendario di esame due ricorsi che toccano le questioni strutturali del diritto sportivo e che potrebbero avere conseguenze significative per la Turchia. I fascicoli in questione pongono al centro le questioni relative all'indipendenza, all'imparzialità e all'effettività del controllo giurisdizionale dei meccanismi di arbitrato all'interno delle federazioni sportive.
Il primo ricorso riguarda la causa intentata da un arbitro professionista di beach volley contro i processi di valutazione e assegnazione degli incarichi all'interno della federazione. Il ricorrente sostiene che gli organi di arbitrato sportivo manchino di indipendenza strutturale, che il controllo giurisdizionale sia inefficace e che tale situazione violi il suo diritto all'esercizio della professione e il diritto al rispetto della vita privata. In questo caso, si prevede che la CEDU valuti se i meccanismi di arbitrato obbligatorio nel settore sportivo soddisfino il criterio di "tribunale indipendente e imparziale" ai sensi dell'articolo 6 della Convenzione.
Il secondo ricorso riguarda il processo di risoluzione contrattuale di un calciatore professionista. A seguito del rigetto del ricorso presentato dinanzi al Collegio Arbitrale della Federcalcio turca, il ricorrente ha sostenuto che, a causa sia della mancanza di motivazione della decisione sia dell'assenza di un controllo giurisdizionale effettivo, siano stati violati il diritto a un equo processo e il diritto al rispetto della vita privata. Per quanto riguarda questo fascicolo, si prevede che la CEDU esamini in che misura le federazioni sportive adempiano all'obbligo di certezza del diritto, proporzionalità e motivazione nei loro processi decisionali.
Entrambi i ricorsi hanno il potenziale per rivalutare, sull'asse dei diritti e delle libertà fondamentali dell'individuo, il rapporto tra arbitrato obbligatorio e controllo giurisdizionale, da tempo oggetto di dibattito nel diritto sportivo. Le decisioni che la CEDU adotterà costituiranno un precedente non solo per le pratiche nazionali, ma anche per i modelli strutturali adottati nella risoluzione delle controversie sportive in tutta Europa.