Invecchiamo diventando poveri: siamo tutti nello stesso vicolo cieco?

Una delle realtà più spietate dell'era moderna è che la povertà è diventata il destino non solo di una generazione, ma di diverse. La disuguaglianza di reddito e le politiche di sicurezza sociale ingiuste hanno trasformato la povertà in un circolo vizioso che si perpetua attraverso le generazioni. Oggi, gran parte della società – in particolare le donne – entra nella vecchiaia impoverendosi. Inoltre, questo processo non coinvolge solo le fasce a basso reddito, ma sta rapidamente risucchiando anche la classe media. Questa palude economica in continua espansione sta inghiottendo una fetta sempre più ampia di popolazione, spingendola verso un silenzio rassegnato e impotente.

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La vecchiaia si sta trasformando in una fase in cui lo status sociale dell'individuo viene ignorato al massimo, perdendo la propria indipendenza economica e, infine, i legami sociali. L'individualizzazione e l'isolamento crescenti, uniti alle difficoltà economiche, trasformano la vecchiaia in una vera e propria tragedia.

INDEBITAMENTO E DISORGANIZZAZIONE

Il costante approfondimento della povertà in Turchia è il prodotto di un meccanismo più grande dei regimi repressivi: la disorganizzazione e l'indebitamento. Queste due strategie, distruggendo la solidarietà sociale, isolano l'individuo e allo stesso tempo gli sottraggono l'indipendenza economica.

È un caso che durante i periodi elettorali vengano messi all'ordine del giorno prestiti a basso interesse o pacchetti di ristrutturazione del debito? Le politiche di indebitamento, pur offrendo un sollievo a breve termine, aumentano la dipendenza economica a lungo termine. L'individuo trascinato nel baratro del debito perde non solo il sostentamento di oggi, ma anche la libertà di domani.

Le persone intrappolate nella morsa del debito, oltre a perdere la propria indipendenza economica, perdono anche l'energia per opporsi al sistema. Questa situazione crea un meccanismo di pressione invisibile che soffoca la voce dell'individuo non solo nella vecchiaia, ma in ogni fase della vita. Questo sistema, che ipoteca persino il futuro dei giovani, rende quasi impossibile una vita sostenibile durante la vecchiaia.

IL PERICOLO INVISIBILE DELLA CLASSE MEDIA

La classe media, che apparentemente conduce una vita più agiata, viene in realtà spinta rapidamente verso l'orlo della povertà. Secondo i calcoli effettuati dal DİSK, in Turchia, a partire dal 2023, quasi la metà dei 17,4 milioni di lavoratori, ovvero 8,5 milioni, vive con un salario minimo o inferiore, e questa retribuzione è ormai diventata la norma. È evidente che questa fascia, definita classe media, si trova in realtà sulla soglia della povertà.

Questo gruppo, che oggi vive in condizioni relativamente agiate, dovrà affrontare in futuro ingenti perdite economiche. L'indebolimento del sistema di sicurezza sociale e l'aumento delle spese sanitarie durante il periodo pensionistico spingono la classe media nella categoria dei "poveri invisibili". Queste perdite non sono solo materiali, ma causano anche il rapido crollo dei legami sociali. La classe media sta consumando solo il benessere di oggi; sta perdendo la sicurezza di domani. E purtroppo, il più grande lusso della classe media è essere troppo occupata per accorgersi della propria povertà.

PER LE DONNE LA POVERTÀ CRESCE CON LA VECCHIAIA

Il fatto che il 75% delle persone sopra i 65 anni che vivono sole in Turchia sia composto da donne rivela il volto più spietato della disuguaglianza sociale nella vecchiaia. Secondo i dati del TÜİK, il 15% della popolazione sopra i 65 anni è analfabeta e questa percentuale è cinque volte superiore nelle donne rispetto agli uomini. Le donne non stanno solo invecchiando; si stanno impoverendo, vengono escluse dalla società e vivono un periodo di vecchiaia precario.

Il lavoro svolto da una donna durante tutta la vita viene spesso consumato in impieghi non registrati e precari. Una volta in pensione, lotta per sopravvivere senza alcuna sicurezza sociale. Ciò porta le donne a dover affrontare non solo un'esclusione economica, ma anche sociale. Lo sguardo svalutante della società verso le donne e il mancato riconoscimento del valore del loro lavoro tornano come un fardello più pesante nella vecchiaia.

LA CONTRADDIZIONE NELLA SICUREZZA SOCIALE: CHI VA IN PENSIONE PRIMA RICEVE UNA PENSIONE PIÙ ALTA

Le distorsioni nel sistema di sicurezza sociale in Turchia si riflettono anche sulle pensioni. Il fatto che andare in pensione nel 2024 sia il 40% più vantaggioso rispetto al 2025 rivela chiaramente lo squilibrio nei tassi di calcolo delle pensioni e nei coefficienti di aggiornamento. Di questo passo, le pensioni smetteranno di essere una fonte di sostentamento; ci limiteremo a ricordare dicendo: "un tempo con questa pensione riuscivamo a cavarcela, almeno un po'".

LA MAGGIORANZA CHE SI IMPOVERISCE, LA DISUGUAGLIANZA CHE SI APPROFONDISCE: È POSSIBILE UNA VIA D'USCITA?

La povertà è il più grande fallimento del mondo moderno. Gran parte della società, di fronte a ingiustizie e irrisolvibilità ripetute per anni, impara ad accettare il proprio destino, interiorizzando quasi la disperazione. Tuttavia, questa impotenza interiorizzata condanna la società non solo al silenzio, ma anche alla disorganizzazione.

Mentre una grande maggioranza cerca di sopravvivere con la pensione minima, metà dei lavoratori è condannata al salario minimo. Diversi segmenti della società si uniscono sulla stessa linea di povertà; mentre la disuguaglianza si approfondisce, la povertà ci accomuna tutti nello stesso destino.

La disuguaglianza di reddito e la povertà sono tra i problemi più grandi che minacciano non solo gli individui, ma il futuro della società. In un sistema in cui le risorse non sono distribuite equamente, non è possibile che gli individui vivano nel benessere durante la vecchiaia. Per questo sono necessarie politiche a lungo termine e un cambiamento nella coscienza sociale.

Rendere visibile il lavoro femminile, rafforzare il sistema di sicurezza sociale e aumentare la solidarietà salverà non solo la struttura sociale di oggi, ma anche quella di domani. Senza agire con una prospettiva che consideri preziosa ogni fase della vita umana e che riconosca il giusto valore al lavoro, non è possibile uscire da questo vortice.

Mentre scrivevo questo articolo, sui canali di informazione si diceva che i pensionati ormai acquistano i biglietti della lotteria di Capodanno in comune; disperazione, solidarietà o l'umorismo nero della povertà, a voi la scelta...

Attivista

Erkan Erdem