Domande del TKP sulla Palestina: perché continuate a vendere cemento a Israele?

L'aggressione di Israele contro la Palestina continua senza sosta. Il TKP ha rivolto diverse domande ai sostenitori del governo e alla classe capitalista, che da un lato dichiarano di sostenere la Palestina e dall'altro continuano a collaborare con Israele.

12punto

Il Partito Comunista di Turchia (TKP) ha rivolto diverse domande ai sostenitori del governo e alla classe capitalista riguardo alle spedizioni di petrolio verso Israele da parte di BOTAŞ, alla vendita di cemento a Israele, alla produzione di elettricità per il mercato energetico israeliano da parte di Zorlu Enerji e all'ingresso senza visto dei palestinesi in Turchia.

Ecco le domande condivise dall'account ufficiale del TKP:

1. BOTAŞ continua le spedizioni di petrolio verso Israele?
BOTAŞ (Boru Hatları ile Petrol Taşıma AŞ), che fa capo al Fondo Patrimoniale della Turchia, possiede diverse linee di trasmissione di petrolio e gas naturale. Per quanto riguarda il petrolio greggio, BOTAŞ trasporta il greggio estratto a Kirkuk, nel nord dell'Iraq, fino al distretto di Yumurtalık ad Adana, grazie in particolare all'oleodotto Kirkuk-Yumurtalık.

Un'altra linea di rilievo è l'oleodotto Baku-Tbilisi-Ceyhan. Il petrolio estratto nella regione del Caspio, principalmente quello azero, viene spedito nel mondo da Adana. Uno dei clienti più importanti di BOTAŞ è Israele. Chiediamo che questa relazione venga chiarita!

2. Perché Zorlu Enerji non interrompe l'elettricità a Israele?
Zorlu Enerji, che ha investimenti diretti in Israele, produce elettricità per il mercato energetico israeliano con le centrali a ciclo combinato a gas naturale di Ramat Negev, Dorad e Ashdod, di cui è proprietaria. Perché la borghesia turca, che protesta in modo puramente formale contro i massacri in corso, non chiude le proprie centrali elettriche?

3. Perché continuate a vendere cemento a Israele?
Secondo i dati dell'Associazione degli esportatori di cemento, vetro, ceramica e prodotti in terra, Israele è il paese verso cui la Turchia esporta più cemento grigio dopo gli Stati Uniti. Oltre a questo settore, in cui viene superata la capacità annua di 600 mila tonnellate, Israele è anche il primo paese per l'esportazione di cemento bianco, con 200 mila tonnellate all'anno. I principali produttori di cemento in Turchia, come OYAK, Limak, Aşkale, Sanko e Sabancı, traggono profitto da queste esportazioni.

4. Perché continuate a vendere ferro e acciaio a Israele?
Anche le aziende che operano nel settore siderurgico come İçdaş, Kardemir, Kocaer, Özkan, Tosyalı, Çolakoglu, Çelsantaş, Erdemir e İsdemir esportano verso Israele.

5. Chiarite i vostri rapporti con l'azienda bellica israeliana!
È noto il rapporto tra l'azienda bellica Israel Aerospace Industries (IAI) e le Forze Armate turche e l'industria della difesa. In quali settori state collaborando oggi con questa azienda, dalla quale in passato sono stati acquistati droni e alla quale è stata affidata la modernizzazione di aerei da combattimento?

6. Come potete chiudere un occhio sul fatto che il capitale azero venda petrolio e gas a Israele dai confini turchi?
L'azienda SOCAR (State Oil Company of Azerbaijan Republic), di proprietà del capitale statale azero, ha investimenti significativi in Turchia, a Smirne-Aliağa. L'azienda, che è partner delle raffinerie STAR e Petkim, possiede anche la propria gestione portuale. Israele figura tra i clienti importanti dell'azienda.

7. Perché i palestinesi entrano in Turchia con il visto?
I palestinesi che desiderano entrare in Turchia devono ottenere un visto. Il costo di questo visto è di 55 dollari. D'altra parte, gli israeliani possono entrare in Turchia senza visto. (Tra i paesi arabi che possono entrare senza visto figurano Giordania, Marocco, Tunisia, Kuwait, Qatar e Libano)