Süleyman Soylu avverte Israele: 'Se necessario, avremo centinaia di migliaia di martiri, Israele sarà cancellato dalla mappa'
Il deputato dell'AKP di Istanbul, Süleyman Soylu, ha rilasciato dichiarazioni importanti durante un evento per la festa di fine Ramadan a Gaziosmanpaşa, affrontando le crisi umanitarie in Medio Oriente e le minacce contro la Turchia. Inviando un messaggio chiaro a Israele, Soylu ha affermato che la Turchia è pronta a pagare prezzi elevati se necessario.
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L'ex ministro dell'Interno e deputato dell'AKP di Istanbul, Süleyman Soylu, nel suo discorso durante le celebrazioni della festa di fine Ramadan, ha richiamato l'attenzione sull'ondata di violenza in corso nel mondo islamico. Facendo riferimento alle morti di civili a Gaza, alla Moschea al-Aqsa e in Libano, Soylu ha dichiarato che le sofferenze nella regione hanno oscurato l'atmosfera spirituale del Ramadan. Inoltre, condividendo informazioni sulle bambine uccise in Iran, ha affermato: "Queste persone hanno una sola caratteristica in comune: essere musulmane".
Sottolineando lo spirito di pace e solidarietà della festa, Soylu ha espresso l'auspicio che la società possa raggiungere giorni più sereni attraverso l'unità e la coesione.
In una parte del suo discorso, Soylu ha sostenuto che si sta cercando di trascinare deliberatamente anche la Turchia nelle crisi che colpiscono la regione, dichiarando: "Stanno cercando di trascinare anche la Turchia in questo incendio. Tuttavia, la posizione determinata e cauta del nostro Presidente rappresenta un importante elemento di equilibrio contro queste trappole".
"DA HATAY SI PUÒ RAGGIUNGERE ISRAELE IN 5 ORE"
La parte del discorso di Süleyman Soylu che ha attirato maggiormente l'attenzione è stata il messaggio diretto rivolto a Israele. "Forse non se ne rendono conto, ma noi siamo confinanti con Israele. Israele dista solo 5 ore da Hatay. Che Dio ci aiuti, se provassero a farci subire una crudeltà simile a quella che infliggono ai musulmani; avremo 300-400 mila martiri, ma con il permesso di Dio, non rimarrà più un paese chiamato Israele", ha affermato Soylu, ribadendo che la Turchia, se necessario, è in grado di mantenere una posizione ferma per la sicurezza regionale, anche a costo di pesanti perdite.